22/06/05

Valencia Louis Vuitton Act 4


2005 Valencia Louis Vuitton Acts 4 - L'inizio

I Louis Vuitton Acts di giugno rappresentano il secondo round per la città spagnola ove si avverte una tensione crescente. Le regate si svolgeranno più o meno nello stesso periodo della finale Louis Vuitton Cup e del Match di Coppa, nel 2007. Aspettatevi giornate calde ma anche una brezza di mare affidabile e puntuale che garantirà delle regate costanti e regolari.

Inoltre, le regate di giugno saranno le prime con l’intera flotta presente sulla linea di partenza. Dalla fine della stagione 2004 si sono iscritti quattro nuovi team, incluso quello considerato “di casa”, Desafío Español. Alcuni team operano già nelle basi definitive mentre altri dovranno aspettare il rientro dal tour europeo per vedere le basi completate.


Valencia e la 32ma America’s Cup – un legame che si rafforza


Il legame tra Valencia e l’America’s Cup è cresciuto da quel fatidico 26 novembre, quando gli organizzatori annunciarono che sarebbe stata la città spagnola ad ospitare l’evento nel 2007.

Da allora Valencia ha ospitato due Louis Vuitton Acts nel 2004, ha visto molti team trasferirsi e mettere su casa e un’incredibile trasformazione della Darsena Interior, il bacino interno del porto commerciale ("Port America's Cup"), che è diventato America’s Cup Park, destinazione ideale per ospitare la grande famiglia dell’America’s Cup.

Ad ottobre 2004 quasi 250 000 valenciani hanno sperimentato il piacere delle regate di America’s Cup e l’organizzazione a terra, tra Village, spettacoli e animazione.

Valencia Louis Vuitton Act 4 (16 - 22 Giugno 2005)

Louis Vuitton Act 4 - 16 Giugno 2005

Poche sorprese e tanta azione nel primo Flight del Valencia Louis Vuitton Act 4

Le attese per la prima giornata dei Valencia Louis Vuitton Acts 4 non sono andate deluse. Un vento da SE 9-13 nodi e il mare poco mosso hanno regalato un campo di regata ideale per le regate di match race. Tutti i team hanno dato il massimo, considerando che i Louis Vuitton Acts da adesso fino al 2007 assegneranno dei punti e che il posizionamento nella Louis Vuitton Cup del 2007 dipenderà proprio da questi risultati.

Era interessante vedere come si sarebbero comportati i tanti team nuovi e anche quelli "vecchi" ma rinnovati nell'equipaggio e nelle formazioni. Ma la curiosità più grande riguardava certamente le barche Versione 5 della Classe AC. In effetti le differenze tra chi regatava con una barca perfettamente aggiornata e chi era ancora indietro nel rig e nelle vele, erano evidenti. Tutti gli scafi, comunque, avevano migliori prestazioni in poppa, grazie alla maggiore superficie velica e al minor peso.

Le regate del primo Flight del Valencia Louis Vuitton Act 4, come spesso accade nei match di America's Cup, si sono decise in partenza. Le barche che hanno guadagnato il campo preferito, tagliando con qualche secondo di vantaggio, hanno poi guidato il resto del match.

E' da specificare che i ragazzi di Shosholoza in questi frangenti si sono trovati in una situazione spiacevolissima: era la prima volta che navigavano sulla barca nuova e per giunta avevano un rig appena montato.

Nuove barche e tanta azione nella prima giornata di regate

Condizioni meteo ideali per la prima giornata del Valencia Louis Vuitton Acts 4, che segna l'inizio della stagione 2005 della 32ma America's Cup. Molte le persone che hanno affollato l'AC Park per guardare le regate dal vivo sullo schermo gigante.

Vento da ESE sui 9 12 nodi che è andato leggermente scemando nel corso della giornata ma senza compromettere lo spettacolo sull'acqua. Molte sorprese, tantissima azione e team decisi a tutto, pur di guadagnare i Louis Vuitton Rank Point, importanti per il posizionamento nella Louis Vuitton Cup del 2007.

Come previsto le barche Versione 5 sono risultate più veloci in poppa, più maneggevoli e anche più facili all'accelerazione. Le nuove rande squadrate in alto e i genoa allunati con stecche gonfiabili hanno fatto la differenza oggi, marcando una linea di confine tra i team più avanti nello sviluppo della nuova versione e quelli che ancora devono ottimizzarsi. Alcuni team, come K-Challenge e gli americani hanno testato anche la staysail (vela intermedia tra randa e genoa).

Luna Rossa vince sia il derby italiano con Mascalzone Latino capitalia Team sia quello con i padroni di casa di Desafío Español 2007. + 39 Challenge vince contro Team Shosholoza (RSA 83, la barca sudafricana, scendeva in acqua per la prima volta con un rig acquistato da un altro team) mentre ha dovuto cedere il passo ad un agguerrito Victory Challenge. Mascalzone Latino Capitalia Team esordisce bene dimostrando che la barca c'è e l'equipaggio pure, e perde onorevolmente contro team di prima classe.

Dopo la sconfitta contro il team spagnolo la Germania si riscatta e festeggia il suo esordio in America's Cup con una meritata vittoria contro K-Challenge alla fine del match più combattuto ed emozionante del giorno. Jesper Bank, infatti, riesce ad infilarsi tra la boa e la barca di Thierry Peponnet alla fine della prima bolina, segnando l'esito della regata.

Emirates Team New Zealand perde la partenza contro K-Challenge ma recupera in fretta vincendo la regata e bissando subito dopo la vittoria contro Mascalzone Latino Capitalia Team.


Geoff Meek, Team Shosholoza

Non abbiamo raccolto nessuna impressione su come sia la nostra nuova barca. Con tutti i problemi che abbiamo avuto con l'albero nei giorni passati, oggi siamo stati semplicemente contenti di avere finito le nostre due regate.


Louis Vuitton Act 4 - 17 Giugno 2005


Ancora una bella giornata di brezza stesa 9-10 nodi da SE; il Comitato ha deciso per un percorso di 2.2 miglia/leg. Il commento riassuntivo della giornata potrebbe essere 'la carica degli esordienti'.

I nuovi team infatti, per nulla intimoriti dalla vecchia guardia, appaiono aggressivi e determinati a guadagnare punti. Soprattutto coloro che non possono contare sulla velocità finale giocano sull'abilità umana e sul tentativo di portare l'avversario in errore, nelle concitate fasi della prepartenza. A conferma di quanto sopra, i delta molto vicini alla prima boa di bolina in alcuni match del primo Flight. Anche oggi la parte destra del campo era quella favorita e i team che hanno saputo conquistarla hanno avuto un grande vantaggio.


Terzo Flight


China Team festeggia la sua prima vittoria, ahimè, su Team Shosholoza. Nonostante gli sforzi di Geoff Meek per recuperare una brutta partenza (19" di ritardo) e per prendere confidenza con il nuovissimo scafo, Team Shosholoza non riesce a portare a casa il punto desiderato a tutto vantaggio di Pierre Mas.

Thierry Peponnet è stato molto attento a non commettere alcun errore, riscattandosi dalla sconfitta di ieri e vincendo su un Mascalzone Latino Capitalia Team a disagio nelle arie leggere di bolina, non avendo ancora un albero che supporta vele grandi come quelle di altri competitori.

Iain Percy ha fatto una bella regata contro Larry Ellison e il suo USA 76, e il Delta finale non dà la giusta misura di quanto siano state vicine le barche. Più facili ma non scontate le regate per Luna Rossa Challenge, Emirates Team New Zealand e Alinghi che hanno affrontato e vinto, rispettivamente, Ger 72, Desafío Español 2007 e Victory Challenge.


Quarto Flight


Finalmente un tanto atteso momento di gloria per Team Shosholoza che riesce a mantenere il controllo su USA 76 in una parte della prima bolina grazie ad un'ottima tattica.

Anche Flavio Favini dà filo da torcere a Karol Jablonski in una regata ravvicinata ed emozionante ma non riesce fermare il team spagnolo. Un'altra doppietta per il defender Alinghi, che batte + 39 Challenge.

Altri due punti per Luna Rossa. Magnus Holmberg finisce la giornata con 1 punto, avendo perso un match molto combattuto contro Alinghi e avendo vinto quello contro China Team.

Jesper Bank ed il suo United Internet Team Germany perdono con onore contro Luna Rossa e ETNZ. Non c'è dubbio che l'esperienza e l'allenamento contino moltissimo ma in questa prima fase di preregate della 32ma America's Cup, un grande ruolo lo giocano barche e rig. Alberi leggerissimi realizzati con materiali compositi mai utilizzati prima, rande squadrate in testa e genoa molto allunati con stecche gonfiabili fanno certamente la differenza, soprattutto nelle andature di poppa e con arie leggere.


Mark Lagesse, Team Shosholoza

Quella di oggi è stata per noi una giornata mille volte migliore di ieri. La scorsa notte abbiamo lavorato molto per migliorare la nostra barca. Abbiamo modificato la randa per adattarla meglio al nuovo albero e abbiamo risolto i problemi al sistema idraulico. Siamo soddisfatti della partenza della seconda regata, perché abbiamo avuto sempre la situazione sotto controllo, abbiamo manovrato bene e siamo riusciti a conquistare il lato del campo di regata che volevamo. Ovviamente dobbiamo ancora lavorare molto.


Louis Vuitton Act 4 - 18 Giugno 2005


Spettacolo e tanta azione nella terza giornata del Valencia Louis Vuitton Act 4: vento da ESE 12-14 nodi, mare piatto e cielo sereno.


Quinto Flight


Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand hanno dato spettacolo come promesso con una regata giocata sul filo del rasoio e con continui salti di leadership. Le barche sono rimaste vicinissime fino a metà della prima poppa, dove non sono mancati ingaggi emozionanti sotto spi. Dean Barker riesce comunque a girare il cancello con 12 secondi di vantaggio e a scegliere il lato destro favorito. A niente è servito il serrato tack duel tentato da Luna Rossa nella seconda bolina (24 virate). A peggiorare le cose per il team italiano, la rottura dello spi nell'ultimo e decisivo lato. Ai kiwi la meritata vittoria.

Hamish Pepper al timone di Mascalzone Latino Capitalia Team fa una partenza da manuale, bloccando United Internet Team Germany e prendendo il controllo della regata. La brezza più tesa e la perfetta conoscenza della barca avversaria (il vecchio Mascalzone di Auckland) hanno aiutato l'equipaggio italiano ad esprimersi al meglio. Vince anche + 39 Challenge che batte China Team.

Match cattivo tra i padroni di casa di Desafío Español 2007 e K-Challenge. Thierry Peponnet recupera una brutta partenza e gira la prima boa con 4 secondi di vantaggio ma la situazione si ribalta nella successiva poppa, alla fine della quale Karol Jablonski gira 9 secondi avanti mantenendo il distacco sino alla vittoria, per la gioia di tutti i tifosi iberici.

Meno aggressivo il match tra Alinghi e BMW ORACLE Racing, anche se le barche sono state sempre vicinissime. La vittoria va comunque al Defender della 32ma America's Cup, in testa alla classifica insieme al "nemico" di sempre ETNZ.


Sesto Flight


L'unica sorpresa nel secondo match del giorno la regala Iain Percy. Dopo una fase di prepartenza molto concitata, che costerà a + 39 Challenge una penalità, la barca italiana si è mantenuta a circa due lunghezze da NZL82 tenendo i kiwi in costante tensione. La vittoria andrà comunque a ETNZ. Luna Rossa non fatica troppo per battere Victory Challenge. Vincono anche BMW ORACLE Racing, Alinghi e Desafío Español 2007 rispettivamente contro ITA 77, GER 72 e RSA 83.

Thierry Peponnet guadagna la prima vittoria del giorno su China Team, riscattandosi dalla sconfitta subita nel primo Flight.


Michael Giles, Team Shosholoza

Stiamo ancora cercando di mettere insieme i pezzi della nostra barca. Dobbiamo dedicare ancora molto tempo alla fase di messa a punto. Ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo che ci fa guardare avanti con ottimismo. Saremo pronti per le regate in Svezia.


Louis Vuitton Act 4 - 19 Giugno 2005


Juan Carlos di Borbone porta fortuna agli equipaggi italiani, che festeggiano una vittoria a testa nel primo Flight della giornata. Prima di lasciare la banchina, i 12 team partecipanti alla 32ma America's Cup sono stati infatti "ricevuti" dal Re di Spagna, che ha anche visitato la "Casa dell'America's Cup" e la bella esibizione organizzata da Louis Vuitton.

Il vento da ESE è andato aumentando fino a 14 nodi nel secondo Flight accompagnato da onda corta, causata dal basso fondale. Grande spettacolo sull'acqua, soprattutto nel primo Flight del giorno. Meno fortunato l'equipaggio di Desafío Español 2007 che perde sia contro Alinghi sia contro BMW ORACLE Racing.

K-Challenge vince una bella regata contro Victory Challenge mentre Team Shosholoza, grazie ai miglioramenti che giorno dopo giorno vanno attuandosi, sfiora la sua prima vittoria.


Settimo Flight


Le attese per il match tra + 39 Challenge e K-Challenge non sono andate deluse. Iain Percy, coadiuvato da Chieffi, ha tenuto gli spettatori con il fiato sospeso, portando la barca "neck to neck" a quella francese fino alla prima boa. A quel punto, + 39 Challenge forza FRA 60 in un dial up. Più veloce a ritrovare la velocità necessaria, la barca italiana riprende il suo cammino e gira con 59 secondi di vantaggio su un attonito Peponnet. Il resto della regata si svolge in controllo dell'avversario sino alla vittoria.

Luna Rossa ha una vittoria relativamente facile su China Team. Pierre Mas alla ruota di CHN 69 ha impegnato la barca italiana in una serie di tack duel (15 virate nella prima bolina). Per quanto riguarda ITA 77, la regata si è decisa abbastanza presto a favore del team italiano. Buona prova per i "mascalzoni" che guadagnano il secondo punto dell'Act su Team Shosholoza.

Il Defender Alinghi e il Challenger of Record vincono i rispettivi match contro ESP 67 e contro United Internet Team Germany.

Molto più combattuto del previsto il match tra Emirates Team New Zealand e Victory Challenge. Ieri Grant Dalton, team leader del sindacato kiwi, aveva dichiarato: "NZL 82 è veloce ma non abbastanza". In effetti, l'equipaggio neozelandese è stato tallonato, ieri da + 39 e oggi da SWE 63. Magnus Holmberg recupera una brutta partenza (29" di ritardo) e, grazie ad un salto di vento, si avvicina pericolosamente a Dean Barker, costringendolo ad una faticosissima regata, combattutta a colpi di virate (24 per bolina). Il team kiwi ha tirato un sospiro di sollievo quando ha tagliato la linea di arrivo, con soli 24" di vantaggio.


Ottavo Flight


La grande sorpresa del Flight 8 è stata la bellissima prova di Team Shosholoza, che ha tenuto testa all'equipaggio tedesco di United Internet Team Germany, fino a pochi metri dall'arrivo. Lì però, superata da sopravvento da GER 72, si è trovata costretta a seguire Jesper Bank con 6 secondi di ritardo. Nonostante la sconfitta l'andamento di questa regata porterà una ventata di ottimismo all'interno del sindacato di Cape Town.

Dopo una partenza aggressiva, Iain Percy cede il passo a Luna Rossa (che aveva Patrizio Bertelli come 18mo uomo) e Mascalzone Latino Capitalia Team fa lo stesso con il Defender Alinghi. Molto aggressivo il match tra Victory Challenge e K-Challenge, sin dallo start. Entrambe le barche prendono una penalità per aver attraversato la linea in anticipo. SWE 63 la paga subito, K-Challenge preferisce farlo nell'ultimo bordo, prima di tagliare il traguardo vincente. Un altro punto per il team di Thierry Peponnet e Dawn Riley.


Paul Standbridge, Team Shosholoza
Le regate di oggi sono state per noi molto incoraggianti. A caldo, subito dopo avere tagliato il traguardo, ero tremendemante dispiaciuto per avere perso di soli sei secondi con i tedeschi. Nel quadro generale della nostra preparazione, però, a mente fredda, lo ritengo un risultato molto positivo.


Louis Vuitton Act 4 - 20 Giugno 2005


Il Valencia Louis Vuitton Act 4 ha già un vincitore: è Alinghi, il Defender della 32ma America's Cup. Indipendentemente dai risultati di domani, infatti, Alinghi non può più essere scalzato dalla prima posizione.

Se Alinghi dovesse perdere domani contro Luna Rossa rimarrebbe a punti 10 e quindi arriverebbe in parità con il vincitore del match BMW ORACLE–ETNZ. Ma considerando che Alinghi ha battuto sia USA76 sia NZL 82, qualunque parità si risolverebbe a suo favore.

Molta tensione nella penultima giornata del Valencia Louis Vuitton Act 4. Diciassette nodi di aria e l'onda corta hanno messo a dura prova equipaggi e attrezzatura. Il Comitato ha deciso per un percorso di 2.7 miglia/leg.

Diverse le avarie a bordo. Le più gravi toccano a + 39 Challenge (rottura del timone) e a China Team (rottura boma) che non possono correre il Flight 10, regalando una vittoria a tavolino Desafío Español 2007e a Mascalzone Latino Capitalia Team.

Gli altri team sono stati attenti a non sforzare troppo queste barche (che, ricordiamo, sono della Versione 5) e soprattutto gli alberi nuovi (per chi li possiede) costruiti con un tipo di carbonio high modulus. Diversi gli spi esplosi mentre Luna Rossa compromette la sua regata con BMW ORACLE Racing quando la vela finisce in acqua alla fine della poppa.


Nono Flight


Molto aggressivo il match tra ETNZ e Alinghi, con violenti circling in prepartenza. Le barche si separano ma il Defender riesce ad ottenere il lato destro favorito e a distaccarsi. Peter Holmberg alla ruota conduce una regata in controllo e alla prima boa distacca Dean Barker di 31". Come promesso ieri Alinghi ha corso per vincere, anche se il nuovo scoring system non lo riguarda e ha vinto con un delta di 36 secondi.

Spettacolo nel match tra + 39 Challenge e Desafío Español 2007. Iain Percy taglia in anticipo ed è costretto a ritornare sulla linea, con un notevole dispendio di tempo. Il team italiano approfitta di un problema al genoa di ESP 67 e si avvicina pericolosamente. La regata sembra riaprirsi quando a ITA 59 esplode lo spi, mettendo definitivamente fine alla regata.

China Team e United Internet Team Germany lottano fino all'ultimo regalando tanti momenti emozionanti ma la regata si conclude per Pierre Mas quando, al termine della seconda poppa, esplode lo spi. Un altro punto per Jesper Bank e United Internet Team Germany. "Andiamo a fare la nostra giornata di lavoro; se poi nessun altro vuole vincere, lo faremo noi", aveva detto scherzosamente Bank ai suoi questa mattina.

Poco da raccontare sugli altri match, che si chiudono con la vittoria di Victory Challenge su Mascalzone Latino Capitalia Team e di BMW ORACLE Racing su K-Challenge. Team Shosholoza tenta di mettere in difficoltà Spithill in prepartenza ma incappa in una penalità che regala la vittoria alla barca italiana.


Decimo Flight


I match più interessanti sono stati quello tra Luna Rossa e BMW ORACLE racing e quello tra United Internet Team Germany e Victory Challenge. Nel primo, le barche partono pari con Luna Rossa in barca e USA 76 sulla sinistra. Il vantaggio americano alla prima boa è di soli 8 secondi. La poppa è di quelle emozionanti, che incolla gli spettatori al video: le barche sono pari e si ingaggiano in continui cambi di leadership, al limite della penalità. Al cancello sarà Gavin Brady a girare per primo (8") e lì accade qualcosa che pregiuca definitivamente la regata italiana: lo spinnaker finisce in acqua e bisognerà tagliarlo per liberarsene. Il Challenger of Record non fatica a controllare il resto della regata sino al traguardo.

Bella la battaglia tra Jesper Bank e Magnus Holmberg, due timonieri che si conoscono molto bene, avendo guidato insieme la campagna svedese di Victory Challenge nella 31ma America's Cup di Auckland. Entrambi si sono iscritti tardi ma, a differenza di Bank, che ha messo in piedi una campagna in due mesi, acquistando il vecchio Mascalzone Latino e modificandolo a tempo di record, Holmberg può contare su due barche potenti e su un team con grande esperienza. La regata rimane aperta sino alla fine ma la vittoria andrà a Victory Challenge per 35 secondi.


Louis Vuitton Act 4 - 21 Giugno 2005


Al termine dell'ultima giornata di regate di match race, il Defender Alinghi festeggia la vittoria del Valencia Louis Vuitton Act 4. Neanche una sconfitta per l'equipaggio di Ernesto Bertarelli che ha regatato sempre al massimo, anche quando i giochi in classifica erano già fatti.


Undicesimo Flight


Spettacolo garantito nel match tra Emirates Team New Zealand e BMW ORACLE Racing, che lottavano per la seconda posizione in classifica. Dopo una fase di prepartenza molto agressiva, Gavin Brady vira sullo start e taglia in barca. ETNZ sceglie la boa. Le barche tagliano perfettamente pari. Saranno i kiwi ad approfittare del vento migliore e a girare la prima boa con ben 32 secondi di vantaggio. Spettacolare la seconda e ultima bolina con ben 31 virate. BMW ORACLE recupera qualcosa nell'ultimo bordo ma non abbastanza per ribaltare la situazione. Emirates Team New Zeland vince con 17 secondi di vantaggio.

Nonostante i due secondi di vantaggio in partenza per il team italiano, il match tra Luna Rossa e Alinghi si risolve presto a favore del Defender, che ha regatato con impegno e grande professionalità, nonostante avesse già vinto l'Act in corso. Peccato per Luna Rossa che perde il suo terzo big match e si deve accontentare di un quarto posto in cartellone

Team Shosholoza taglia un secondo avanti su K-Challenge recuperando una faticosa fase di prepartenza ma il vantaggio per il team di Capitan Sarno, a bordo come 18mo uomo, svanisce presto, e già alla prima bolina il vantaggio di Peponnet è di 55 secondi. La regata si chiude a favore dell'equipaggio francese.

Regata esemplare per Mascalzone Latino Capitalia Team che, grazie all'ottimo lavoro di Favini e Vascotto, rimonta nell'ultimo e decisivo bordo di poppa. Bell'esordio per i "mascalzoni" che si classificano ottavi in generale.

Victory Challenge guadagna il quinto posto in cartellone, battendo gli eroi di casa di Desafío Español 2007. Bravo Magnus Holmberg che riesce a pagare una penalità senza compromettere l'esito della regata.

+ 39 Challenge vince il match contro United Internet Team Germany. Jesper Bank gira la boa sbagliata alla seconda bolina e quindi, di fatto, non termina la regata.

Lo spareggio per il quinto posto tra Desafío Español 2007 e Victory Challenge (6 punti ciascuno) va a favore di Victory Challenge, perché ha battuto il team spagnolo nel match.

Il quinto posto va a K-Challenge perché, sebbene pari con Mascalzone Latino Capitalia Team e con + 39 Challenge (tutti a 4 punti) è quello dei tre che ha battuto il team più forte (Victory Challenge).

La parità tra ITA 77 e ITA 59 va a favore di Mascalzone Latino Capitalia Team (che ha vinto il match contro + 39 Challenge).






I challenger guadagnano Louis Vuitton Ranking point nel corso delle regate. Nel 2005 il team al primo posto guadagnava 11 punti (1). Nel 2006 ne guadagna 22 (2). Nel Louis Vuitton Act 13 ne guadagnerà 33 (3). Nell’assegnazione dei punti ranking non vengono risolte le parità.

03/06/05

Valencia, 3 Giugno 2005: Il fatidico varo dell'RSA83


Il varo dell'RSA83

Si respirava un buon umore oggi a Valencia per il varo e la prima navigata inaugurale dell'RSA83. Il momento del varo è importanissimo per tutto l'equipaggio: per i disegnatori, per i costruttori e per gli atleti che hanno lavorato tanto e a lungo, 24 ore su 24, per rendere la barca pronta e perfetta fin dal momento in cui questa è arrivata a Valencia da Cape Town circa un mese prima. "E' un momento stupefacente" disse Jason Ker, principale disegnatore del Team. "L'RSA83 è la prima barca Versione 5 che rispetta il nuovo regolamento dell'America's Cup. Le sue linee a galla sono magnifiche e non vediamo l'ora di vederla all'opera in navigazione". Le prove avverranno poi nelle acque valenciane ove tutto il team cercherà i migliori assetti per iniziare e affrontare al meglio i prossimi Valencia Louis Vuitton Act 4 del 16 Giugno 2005.

22/05/05

La stagione 2005 dell’America’s Cup - Lo spettacolo itinerante


Il 2005 è stato un anno di viaggi, per la 32ma America’s Cup, con regate a Valencia, Malmö-Skåne e Trapani, Sicilia.

La Germania e la Cina completano lo schieramento dei 12 team.

L’ingresso del team cinese e di quello tedesco fanno, della 32ma Coppa, l’edizione più innovativa nella storia dell’evento: dodici team rappresentanti 10 paesi di cinque continenti! Con la flotta ormai completa e con il nuovo sistema di punteggio che attribuisce valore ad ognuno dei Louis Vuitton Acts fino al 2007, l’America's Cup può dirsi iniziata.

19/05/05

Valencia, 19 Maggio 2005: Benvenuta...RSA83!


Team Shosholoza inaugura la prima nuova barca della 32a America’s Cup


Valencia, 19 Maggio. Team Shosholoza, capitanato da Salvatore Sarno, è divenuto il primo team ad inaugurare la nuova imbarcazione costruita in base alla Versione 5 delle regole di classe dell'America's Cup. Alla cerimonia a Valencia l'RSA83 fu battezzato da Rita Barbera, sindaco della città.

Capitan Sarno, fondatore e leader del team, era accanto al Sindaco nel momento in cui ella ruppe la tradizionale bottiglia di champagne sulla prua luccicante della nuova barca; Per egli questo è l'ultimo passo verso il lungo viaggio chiamato "32a America's Cup".

A formalità completate Capitan Sarno, con la calma l'emotività e la pazienza che lo caratterizzano, stette a lungo in piedi vicino alla nuova e luccicante RSA83; a tutti parlò del suo forte affetto per tutto il team.

"La mia più grande soddisfazione è stata quando stanotte i miei ragazzi sono venuti a dirmi 'grazie non ti deluderemo mai'. Ed è tutto quello che voglio. Certamente io voglio vincere l'America's Cup, ma questo mi ha dato già una soddisfazione immensa".

La nuova barca sembra incredibilmente stretta ma Jason Ker dice che non sarà diversa rispetto a quelle degli altri concorrenti. Ker, Infatti, ha detto di aver usato le barche degli altri team come fonte d'ispirazione.

"E' simile per certi versi alle migliori barche dell'ultima America's Cup. Ha qualcosa in comune con Team New Zealand, alcuni dettagli sono quelli di Oracle ma non mancano similitudini con Alinghi. Ci siamo ispirati particolarmente a queste tre. Non abbiamo mai pensato di reinventare la ruota!".

Per Ker, progettista alla sua prima America's Cup, il varo ha significato molto.

"Per un progettista vedere la propria barca di America's Cup scendere in acqua è una sensazione indescrivibile. Nei prossimi giorni dovrò darmi dei pizzicotti per tornare alla realtà. Gli ultimi nove mesi sono stati davvero faticosi ma è bello vedere oggi che il nostro lavoro è racchiuso nelle eleganti forme di questo scafo".

La barca è scesa in acqua ma non navigherà prima di metà settimana prossima, per permettere al team di metterla in assetto. Lo skipper Geoff Meek ha detto che c'è ancora molto da fare prima di raggiungere la forma ottimale, ma si è detto felice all'idea di avere una barca competitiva con cui correre i sei Louis Vuitton Acts in programma per quest'anno.

"E' un momento bellissimo per tutti noi; adesso abbiamo una barca nuova che, se non darà il suo massimo a giugno – perché il tempo per il rodaggio è troppo poco – sarà certamente molto veloce in Svezia" ha detto Meek. "Adesso i team più forti dovranno anche essere più aggressivi nei nostri confronti in prepartenza e questo ci aiuterà a crescere e ad imparare".

Team Shosholoza ha partecipato a tutti i Louis Vuitton Acts del 2004 con una barca più vecchia rispetto al resto della flotta ed il suo equipaggio, nuovo al match race, ha faticato per fronteggiare team più esperti. Quest'anno, invece, grazie al fatto di avere l'unica barca nuova, riuscirà certamente a posizionarsi al centro del gruppo partecipante. RSA 83 farà la sua prima regata il 16 giugno, quando inizierà la stagione 2005 della 32ma America's Cup.

12/10/04

Valencia Louis Vuitton Act 2 and 3


Valencia Louis Vuitton Act 2 - L'inizio

Due team italiani, Luna Rossa Challenge e +39 Challenge, raggiungono la flotta nelle regate di Valencia che si corrono subito dopo l’evento francese. Emirates Team New Zealand, nonostante corra su una barca sostitutiva, vince l’Act 2. I kiwi perdono soltanto un match ed è quello contro Luna Rossa, che si aggiudica un meritato secondo posto. BMW ORACLE Racing arriva terzo mentre il Defender Alinghi si deve accontentare della quarta posizione. Nelle regate di flotta dell’Act 3, Alinghi ritrova la grinta e si aggiudica due delle sei prove e l’Act stesso. Il titolo di Campione Louis Vuitton Classe America’s Cup 2004 va ad Emirates Team New Zealand. BMW ORACLE Racing vince lo spareggio su Alinghi e si aggiudica la seconda posizione mentre Luna Rossa chiude quarta.

Valencia Louis Vuitton Act 2 (5 - 12 October 2004)

Il secondo Atto di Valencia si è chiuso con qualche regata in meno rispetto al previsto e con qualche sorpresa in più. Cancellata l’ultima giornata per assenza di vento, infatti, i team si combinano nel tabellone finale secondo un ordine che, per certi versi, è inaspettato. Emirates Team New Zealand aveva vinto 6 Match nel primo girone e quattro nel secondo, su 11 regate complessivamente disputate. Non è un caso che l’unica regata persa da Emirates Team New Zealand sia stata quella contro Luna Rossa, seconda classificata con 10,5 punti e, in un certo senso, vincitrice morale dell’evento. I mesi di allenamento nelle acque valenciane hanno certamente giocato a favore dell’equipaggio guidato da Francesco de Angelis. A sorpresa, il Challenger of Record BMW ORACLE Racing appare un po’ sottotono e non riesce a bissare il risultato del Marseille Louis Vuitton Act. Grazie alla vittoria sul Defender Team Alinghi nel primo girone, vince lo spareggio e con 9,5 punti si aggiudica, comunque, la terza posizione. Il quarto posto è un boccone duro da mandare giù per Team Alinghi, Defender di America’s Cup e poco abituato a stare nelle retrovie. Ma l’equipaggio è consapevole di avere sbagliato qualcosa e trarrà la giusta lezione dagli errori commessi. Philippe Presti chiude il secondo Atto in quinta posizione (5,5 punti). Tanto di cappello al timoniere francese, che si conferma uno dei migliori skipper di America’s Cup. Non potendo contare sulle vele o sull’attrezzatura di bordo (ormai obsolete), Presti ha infatti puntato tutto sulla sua esperienza. Thierry Peponnet, skipper del francese K-Challenge, paga invece lo scotto di un approccio “rivoluzionario” (4,5 punti). Abbandonato quell’atteggiamento di intransigente campanilismo, tipicamente d’oltralpe, Peponnet ha puntato su un team multiculturale, dove uomini e donne con esperienze veliche diverse stanno lavorando per affiatarsi con uno scafo di America’s Cup e con le complesse regole del Match Race. Al settimo posto, con 3,5 punti c’è l’esordiente + 39. Iain Percy ha vinto due regate e ha tenuto testa anche ai team favoriti. Purtroppo per noi Team Shosholoza non riesce a portare a casa neanche una vittoria: c'è da lavorare ancora tantissimo. Peccato per l’equipaggio, soprattutto considerando le ottime prestazioni. Decisamente migliorati da Marsiglia, i ragazzi di Geoff Meek hanno preso confidenza con la barca e con le manovre, eseguite sempre bene anche in condizioni difficili e in un match hanno dato, addirittura, filo da torcere a BMW ORACLE Racing.


In ogni Match Race il vincitore guadagna un punto; il perdente non guadagna punti. Il team con il punteggio maggiore, alla fine dell'evento, sarà il vincitore.


Valencia Louis Vuitton Act 3 (14 - 17 October 2004)


Louis Vuitton Act 3 - 14 October 2004


Una vittoria a testa per il Defender Team Alinghi e per Emirates Team New Zealand, nella prima giornata del Valencia Louis Vuitton Act 3. Come da previsioni, le regate di flotta sparigliano il tabellone e riservano molte sorprese. Con otto barche da coprire, osservare e anticipare è facile, infatti, che i leader si dimentichino degli yacht nelle retrovie e quelli, liberi di correre senza “il fiato sul collo”, si ripresentino davanti all’arrivo.
La giornata odierna è stata molto difficile a causa di un vento debole e instabile ma l’azione sull’acqua non è mancata: otto yacht di ACC potenti e aggressivi che lottano per guadagnare il lato migliore del campo, non sono uno spettacolo che si ammira ogni giorno! L’equipaggio kiwi, primo in classifica, si conferma il più forte anche in questo formato, decisamente innovativo per le barche di ACC. Dopo aver vinto la prima manche, con oltre 2 minuti di vantaggio sulla seconda barca, perde la successiva per soli 2 secondi contro Team Alinghi. Al secondo posto, con soli due punti di differenza c’è il Defender dell’America’s Cup, Team Alinghi che sembra però intenzionato a voler pareggiare i conti con il “vecchio” rivale neozelandese. Buona performance per Le Defi che nella prima prova ha tagliato seconda, dietro Emirates Team New Zealand, lasciando nella sua scia le barche favorite. BMW ORACLE Racing non brilla in questo esordio di flotta. La barca americana chiude la prima regata in quinta posizione e nella seconda è sesta, per aver pagato una penalità. Neanche Luna Rossa ha avuto una bella giornata, terminando terza e quarta in classifica. Team Shosholoza finisce, in questa prima giornata, in penultima posizione lasciando agli italiani di + 39 il compito di chiudere la classifica. Nelle regate di flotta la boa al vento va lasciata a sinistra. Inoltre, per evitare pericolosi incontri tra le barche che arrivano in bolina e quelle che hanno già girato e scendono con lo spi, è stata introdotta una “boa di disimpegno”, posizionata a sinistra della boa di bolina.

VALENCIA LOUIS VUITTON ACT 3- FLEET RACE 1 – Emirates Team New Zealand (NZL-81) vince, DELTA 02:27


Start puntuale alle ore 12.40 con un vento da Ovest 12-14 nodi. La flotta parte abbastanza compatta e centrale (tranne K-Challenge che opta per la boa), ma si divide quasi subito. Sulla destra emerge + 39, che conduce il gioco per metà del primo bordo. Partita in ritardo, Luna Rossa cerca aria pulita ma virando, rallenta ulteriormente. La bolina si mantiene molto concitata e le barche arrivano alla boa al vento con una manciata di secondi di distanza. Sarà USA-71 a girare in testa, seguita da NZL-81 (06”), +39, Le Defi (che in maniera molto aggressiva, scavalca il Defender), SUI-64, ITA-74, K-Challenge, e Team Shosholoza. Nella poppa c’è il recupero di Luna Rossa che scesa veloce sulla destra, riesce a girare il cancello per prima. Nella seconda bolina, un marcato salto di vento sulla destra del campo permette ai kiwi di guadagnare la leadership e, ai francesi di Le Defi, di effettuare un’incredibile rimonta. La situazione alla seconda boa sarà completamente diversa: NZL-81 è prima a girare seguita, con oltre 2 minuti di distacco, da FRA-69. In ordine arrivano anche ITA-74 e SUI-64, poi il resto della flotta. Dopo un’ora e 11 minuti Emirates Team New Zealand termina i 4 giri previsti e taglia con un distacco di 2’27” su Le Defi. Seguono Luna Rossa, Team Alinghi, BMW ORACLE Racing, + 39, Team Shosholoza e K-Challenge.

VALENCIA LOUIS VUITTON ACT 3- FLEET RACE 2 – Team Alinghi (SUI-64) vince, Delta 00:02

Ancora una volta K-Challenge sceglie l’estrema sinistra della linea e questa volta la scelta paga. La barca francese, libera dagli avversari, si distacca, solitaria dal gruppo. È però Team Alinghi ad avere il vento migliore al centro del campo e riesce a mantenere la sua posizione fino alla boa di bolina, girata davanti a NZL-81, con 9 secondi di vantaggio. Nella prima poppa il Defender rompe lo spi, permettendo ai kiwi di avvicinarsi, ma la velocità con cui l’equipaggio svizzero sostituisce la vela li premia. SUI-64 nel giro di pochi secondi è di nuovo davanti ai kiwi. Alla seconda boa di bolina Alinghi gira 30 secondi prima dei kiwi. K-Challenge, terza, ha quasi un minuto e mezzo di distanza. Il gap tra le due barche leader e il resto della flotta aumenta, ulteriormente, a causa dell’improvviso calo del vento. Nella seconda metà dell’ultima poppa il vento gira e arriva da prua; gli equipaggi saranno costretti a terminare la regata con il genoa. Soltanto SUI-64, NZL-81 e FRA-57 hanno un leggero abbrivio mentre il resto della flotta fatica per gonfiare le vele. Dieci minuti prima dello scadere del tempo limite (40 minuti per leg), Team Alinghi e NZl-81 riescono ad attraversare la linea, apparentemente pari. Ma la meritata vittoria va a SUI-64 per appena 2 secondi. K-Challenge conclude la regata in terza posizione.


Louis Vuitton Act 3 - 15 October 2004


Team Alinghi ed Emirates Team New Zealand vincono una regata a testa. NZl-81 vince la prima manche con tre minuti di vantaggio ma non brilla nella seconda, che chiude in una sorprendente sesta posizione. Il Defender, invece, ha concluso la prima prova in terza posizione, e ha dominato la seconda sin dalla partenza. Grande spettacolo oggi, nelle acque di Valencia, quando otto yacht ACC si sono allineati, cercando di ritagliarsi uno spazio in battello comitato a pochi secondi dalla partenza. Situazione comune in tante regate, ma assolutamente inedita durante una regata di America’s Cup. Anche oggi il vento ha giocato degli scherzi ai tattici, costringendoli a modificare continuamente la strategia di bordo. Nella prima prova, le barche hanno tagliato il traguardo con pochissimo vento e con i genoa al posto degli spi. Prima regata da dimenticare per Luna Rossa che però recupera nella seconda prova, tagliando dietro il Defender. Anche il Challenger of Record BMW ORACLE Racing ha fatto delle belle regate, soprattutto se consideriamo la rimonta nella prima; Chris Dickson però, si deve accontentare di un secondo e di un terzo posto. Dopo 4 regate le pole position in classifica si è invertita con Team Alinghi adesso in controllo per un punto su Emirates Team New Zealand. Sia i kiwi sia il Defender, sono stati gli unici a vincere una regata al giorno. Al terzo posto incontriamo Luna Rossa e BMW ORACLE Racing in parità, con 20 punti a testa (5 di distaco da SUI-64).

VALENCIA LOUIS VUITTON ACT 3- FLEET RACE 3 – Emirates Team New Zealand (NZL-81) vince, DELTA 03:00


Dopo un postponement di un’ora, la partenza della prima prova viene data con un vento da 295°, 17-20 nodi, ma destinato a scemare nel corso della giornata. A pochi secondi dallo start la flotta si compatta sulla linea, con le barche schierate parallele e molto agressive. Uno spettacolo inedito che ha fatto la gioia dei fotografi presenti. Quattro yacht ricevono il richiamo per partenza anticipata. Si tratta di Luna Rossa, Team Alinghi, BMW ORACLE e K-Challenge. Le altre, guidate da Emirates Team New Zealand proseguono la loro bolina.
Alla prima boa al vento, NZL-81 è davanti, con oltre un minuto di vantaggio su USA-71. Team Alinghi taglia terzo, riuscendo ad aggiudicarsi l’interno in boa su Shosholoza. Quinta è + 39, seguita da K-Challenge e da Le Defi. Luna Rossa è ultima. La barca italiana sarà l’unica a fare un gybe set in boa, cercando di trovare un’aria migliore sulla destra del campo ma la scelta non paga. Al cancello di poppa l’ordine delle prime tre barche rimane invariato. Nonostante così in vantaggio, i kiwi coprono da lontano le mosse degli avversari, anticipandoli sui salti di vento. All’ultimo bordo, il vento cala e gira di direzione, costringendo le barche a tagliare con le vele di prua. Emirates Team New Zealand vince con tre minuti di vantaggio su BMW ORACLE Racing. Il Defender Team Alinghi è terzo.

VALENCIA LOUIS VUITTON ACT 3- FLEET RACE 4 – Team Alinghi (SUI-64) vince, Delta 01:01

Il vento si mantiene più stabile e aumenta anche di intensità nel primo pomeriggio. Diversamente dalla prima regata, le barche cercano, questa volta, la sinistra del campo, considerata favorita. Emirates Team New Zealand riceve il richiamo della giuria per partenza anticipata e + 39 prende una penalità. Emirates Team New Zealand non riuscirà a recuperare quel ritardo mentre + 39 si ritirerà, in seguito, per un’avaria.
Subito dopo la partenza è il Defender a liberarsi per primo, navigando sulla sinistra rispetto al resto della flotta. Luna Rossa, con Francesco de Angelis al timone cerca aria libera sulla destra, seguita da Shosholoza. La situazione è molto complessa perché il vento salta da un estremo all’altro del campo di regata. Luna Rossa per un po’ torna al centro del campo ma poi opta per una mossa drastica e si separa dalle altre barche, puntando, decisa sull’estrema destra. La scelta è pericolosa ma valida e, alla boa di bolina, la barca italiana gira terza dietro Team Alinghi e BMW ORACLE Racing. SUI-64 e ITA-74 saranno le due uniche barche a fare un gybe set, proseguendo sul lato destro del campo. Il vento aumenta a 15 nodi nella poppa e il Defender si distacca di quasi 10 lunghezze. Al cancello di poppa SUI-64 ha un vantaggio di 57 secondi; seconda, Luna Rossa, terza USA-71. SUI-64 sceglie il cancello di sinistra mentre Luna Rossa preferisce quello di destra. Il Defender Team Alinghi copre l’avversario italiano che però recupera 11 secondi nella successiva boa al vento. Buona regata dell’equipaggio svizzero che mantiene la posizione sino all’arrivo, tagliando con 1 minuto e 1 secondo di vantaggio. Luna Rossa è seconda.


Louis Vuitton Act 3 - 16 October 2004


Troppo vento sul campo di gara. Regate cancellate.
Le previsioni parlavano di vento forte e di mare formato, per la penultima giornata del Louis Vuitton Atto III ma la speranza era riuscire a correre almeno una delle due prove in programma. Il Comitato ha fatto uscire le barche dal porto per verificare le condizioni di vento e di onda. Ma, una volta in mare aperto, la situazione non era confortante: venticinque nodi di vento da Ovest con raffiche a trenta, onda formata e una previsione di peggioramento nel pomeriggio. Peter Reggio, Principal Race Officer per l’America’s Cup, ha deciso che le condizioni erano troppo pericolose per la flotta di ACC e ha rimandato tutti a casa. “Al momento della partenza eravamo al limite ma poi il vento ha avuto un’impennata di quasi 10 nodi. Con le previsioni che avevamo per il pomeriggio non c’è stato molto da pensare”. Per domenica 17 ottobre, giornata conclusiva del Louis Vuitton Act III, il Comitato di Regata ha deciso di correre due prove, con partenza alle ore 11.40. Il campo di gara, a causa di un’esibizione aerea tra Playa Cabañal e Malvarrosa, sarà spostato fuori El Saler, a Sud del canale commerciale. Il 17 Ottobre conosceremo il nome del vincitore dell’Atto Terzo e, contemporaneamente, quello del team “Campione del Mondo ACC 2004”


Louis Vuitton Act 3 - 17 October 2004


Emirates Team New Zealand Campione del Mondo Classe ACC 2004. Splendido esordio per i Kiwi nella 32ma America’s Cup. L’equipaggio guidato da Grant Dalton dimostra che il tempo delle critiche è finito e che è ora di reagire e di guardare avanti.
Terzo classificato al Marseille Louis Vuitton Act, con 42 punti, Emirates TNZ si ripresenta a Valencia con una barca non testata, fatta arrivare dalla Nuova Zelanda per sostituire quella danneggiata da una tempesta. Nei match race vince 10 regate su 11 disputate e si aggiudica il Louis Vuitton Act II. Nelle regate di flotta è stato Team Alinghi ad imporre la sua esperienza giocando di copertura. Il Defender dell’America’s Cup ha vinto l’Atto III con due punti di distacco da Emirates TNZ. Nell’Atto III Team Alinghi è stato l’unico a non scendere mai oltre la quarta posizione. Nel campionato mondiale Team Alinghi è terzo. BMW ORACLE Racing chiude la stagione 2004 con una buona seconda posizione e la vittoria dell’Atto I. Luna Rossa è quarta nel tabellone finale grazie, soprattutto, alla bella prestazione nei match race. Si tratta di un risultato più che soddisfacente, se consideriamo che la barca italiana non era presente alle regate di Marsiglia. Quinta è Le Defi, che ancora una volta s’impone su K-Challenge. Settima Team Shosholoza e ottava, con 22 punti, c’è + 39.

VALENCIA LOUIS VUITTON ACT 3- FLEET RACE 5 – BMW ORACLE Racing (USA-71) vince, DELTA 03:42

La prima regata si è corsa fuori El Saler, con partenza alle ore 12.40 e un vento da SW- 10 nodi, circa. Come previsto la flotta si è divisa in quattro gruppi, che hanno dato vita ad altrettanti match race. Sarà Chris Dickson, che ha proseguito sulla destra del campo, ad aver fatto la scelta migliore e USA-71 si distacca dalla flotta, girando la prima boa in testa. Seguono Team Alinghi (31 secondi), K-Challenge, Le Defi, Emirates Team New Zealand, Luna Rossa, + 39 e Team Shosholoza. Nella poppa il vento cambia di direzione e di intensità talmente spesso, da rendere il resto della regata una roulette russa. BMW ORACLE Racing si limita a mantenere il suo vantaggio, al cancello. K-Challenge, che era riuscita a superare da sopravvento Team Alinghi, decide di marcare il Defender e di impedirgli la manovra di sorpasso in boa. L’intento riesce ma il prezzo da pagare è caro: 3’ 29” di distacco su USA-71. Il resto della regata si gioca sulla tattica e sulla fortuna. La vittoria va a BMW ORACLE Racing. Seconda, con oltre tre minuti di distacco è K-Challenge, brava a mantenere il controllo sul Defender. Seguono Team Alinghi, Luna Rossa, Emirates TNZ, + 39, Le Defi e Team Shosholoza.

VALENCIA LOUIS VUITTON ACT 3- FLEET RACE 6 – Emirates Team New Zealand (NZL-81) vince, Delta 00:13

Per la seconda regata il campo di gara si sposta verso Est, per approfittare di un vento di circa 10-12 nodi. SUI-64 parte in barca e si avvantaggia subito di una buona brezza che lo porta in testa alla boa al vento. Seguono Emirates TNZ, Le Defi, Luna Rossa, BMW ORACLE Racing, K-Challenge, + 39 e Team Shosholoza.
SUI-64 e NZL-81 strambano verso la destra del campo, dando vita ad un match race “privato”. Dean Barker è capace di superare Holmberg da sopravvento e di girare il cancello in testa, con 8 secondi di vantaggio. Sia NZL-81, sia SUI-64 scelgono la boa di destra, mentre USA-71 e ITA-74 (pari alla boa di poppa), scelgono il lato opposto. Nella seconda bolina Emirates Team New Zealand difende la destra del campo dagli attacchi del Defender e mantiene la posizione fino alla linea di arrivo, tagliata con 13 secondi di distacco.




Nelle regate di flotta, il team in prima posizione (a sinistra in alto nel box) guadagna otto punti (a destra in basso nel box) per ogni vittoria. Il secondo classificato guadagna sette punti e così via.

11/10/04

Capitan Salvatore Sarno: una passione tutta salernitana che porta avanti lo Spirit of Shosholoza


D
: Come nasce la sua passione per il mare?

Capitan Salvatore Sarno: Sono nato a Nocera Inferiore (Salerno) e da piccolo accompagnavo mio padre, che lavorava come proiezionista, nel cinematografo locale. Ricordo bene la magia di quei momenti, la paura che le pellicole prendessero fuoco e la curiosità degli amici, che credevano che i cavalli, nel film western, fossero dietro lo schermo! Ad Acerra in mare non c'è e allora andavo ogni giorno, dopo la scuola, sulla collina più alta del paese per vederlo. Mi sedevo e fissavo per ore le navi che attraversavano l'orizzonte. Subivo il fascino magnetico dell'acqua e sentivo, allora solo istintivamente, che la mia vita sarebbe stata su quella distesa azzurra.

D: Poi si è imbarcato con la Compagnia MSC.

Capitan Salvatore Sarno: Sì, e nei vari viaggi, un giorno di 18 anni fa, ho raggiunto Durban e non l'ho più lasciata.

D: Perché una sfida sudafricana in America's Cup?

Capitan Salvatore Sarno: Perché io devo molto a questa terra e alla sua gente. Era l'occasione per ricambiare e, soprattutto, per far capire al mondo che l'Africa non è soltanto la terra delle zebre e degli elefanti ma anche un paese ricco di tradizioni e di cultura, capace di dare tanto e di fare bene.

D: Che cosa è lo Spirito di Shosholoza?

Capitan Salvatore Sarno: È il sentimento di orgoglio e di dignità che ci accompagna in quest'avventura. Siamo in Coppa America per imparare con umiltà e rispetto, nei confronti di un evento antico e nei confronti di chi ha più esperienza di noi. Ma lo facciamo a testa alta, affrontando le sconfitte con serenità e continuando a guardare avanti.

D: Quali sono gli obiettivi di Shosholoza?

Capitan Salvatore Sarno: L'obiettivo morale era quello di far conoscere la nostra sfida e i nostri valori nel mondo. E questo lo abbiamo già raggiunto. L'obiettivo sportivo è di portare la Coppa America in Africa e per questo dovremo attendere ancora un po'. Al momento ci accontentiamo di aver portato un pezzetto d'Africa in America's Cup.

D:Sono tutti innamorati di Shosholoza. É contento?

Capitan Salvatore Sarno: Molto, è bellissimo vedere quanto affetto e quanta simpatia stiamo raccogliendo.

D: Quanto durerà l'effetto simpatia, se non arrivano i risultati?

Capitan Salvatore Sarno: La nostra è una sfida all'America's Cup e dimostreremo di meritare la stima sportiva, oltre che la simpatia della gente.

D: Perché non arrivano i risultati?

Capitan Salvatore Sarno: Perché non abbiamo costanza e siamo altalenanti nelle prestazioni; perché la barca è vecchia, perché abbiamo 9 mq di tela in meno rispetto agli altri e perché stiamo formando dei ragazzi, abituati a correre in regate di circolo con le derive, al gioco del match race, su scafi di ACC. Dateci tempo.

D: Soddisfatto della prestazione nella regata contro K-Challenge?

Capitan Salvatore Sarno: Non ero a Valencia ma ho saputo che hanno fatto un eccellente lavoro, e un gybe set con quasi 20 nodi di aria. I ragazzi imparano in fretta.

D: Che cosa mi dice dell'equipaggio?

Capitan Salvatore Sarno: Geoff Meek, lo skipper, è un noto velista a livello internazionale e seppur nuovo, nel circuito di match race, sta andando benissimo. Andy Green è un ottimo tattico ed è immediatamente entrato in sintonia con i ragazzi. Ci piacerebbe avere un equipaggio rigorosamente sudafricano ma sappiamo che in alcuni ruoli chiave c'è bisogno di persone di esperienza che da noi non esistono. L'obiettivo è raggiungere il numero di 26/27 persone fisse di equipaggio, affiancando altri giovani.

D: Come vivono i ragazzi lontano da casa?

Capitan Salvatore Sarno: Cominciano a sentirne la nostalgia. Sono giovani e molti di loro non avevano mai lasciato il paese prima di Marsiglia. All'inizio erano eccitati all'idea di stare tanto tempo lontani da casa ma i sudafricani sono peggio di noi meridionali che ci portiamo il paesello nel cuore. Per questo è importante che dopo Valencia, tornino un po' a Cape Town.

D: Programmi per il 2005?

Capitan Salvatore Sarno: A novembre 2004 inizieremo la costruzione di una nuova barca per la versione 5 e la porteremo a Valencia mentre questa rimarrà a Cape Town per gli allenamenti. Per il nuovo scafo abbiamo deciso di seguire il modello di BMW Oracle Racing e di Team Alinghi. Abbiamo anche il supporto del cantiere Suthern Wind, famoso per la costruzione di super yacht in Sud Africa. Ci concentreremo molto su albero e attrezzatura (albero realizzato dall'italiano Vittorio Landolfi). Il varo sarà a marzo 2005 e speriamo di avere Nelson Mandela come padrino.

D: Qual è la situazione budget?

Capitan Salvatore Sarno: Abbiamo ancora bisogno di portare qualcosa in casa ma c'è un'importantissima compagnia sudafricana che desidera accompagnarci in quest'avventura. Spero di poter comunicare qualche buona notizia nei prossimi giorni.

Intervista di Bianca Ascenti