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17/04/07

Un piccolo ripasso generale sui ruoli e sulle funzioni nell'America's Cup Class...

Clicca sull'immagine per ingrandirla e scopri i ruoli nell'America's Cup cluss!

Continua a leggere per capire quali sono le funzioni...

08/03/07

Tre anni di duro lavoro. Tre anni di grandi successi.


L’8 marzo 2004 uno scafo di America’s Cup Class arrivava a Cape Town, Sudafrica; era la prima volta che una barca del genere giungeva sul continente africano. Quel giorno nasceva Shosholoza. Il team sudafricano ha fatto tanta strada da allora...


Guidato dal Comandante italiano Salvatore Sarno, Team Shosholoza, che rappresenta il Royal Cape Yacht Club, viene ufficialmente accettato come challenger il 4 giugno 2004. “Vogliamo dimostrare che a bordo, bianchi e neri lavorano insieme, bene e con successo. Vogliamo contribuire alla rinascita del Sudafrica”, aveva detto Sarno.


Nei Louis Vuitton Acts del 2004, il team fatica a tenere il passo delle squadre più esperte ma lo spirito e la determinazione dell’equipaggio conquistano tutti, pubblico e stampa.


Nel 2005 Shosholoza è il primo team a varare una barca Versione 5 della Classe America’s Cup, RSA 83. All’inizio della stagione, la barca non è ancora a posto e le prestazioni generali non migliorano. Alla fine dell’anno, però, Shosholoza vince il suo primo match...

Nel 2006 c’è finalmente la svolta e il team chiude il Louis Vuitton ACC Championship al settimo posto. La vittoria su Desafío Español e la regata combattuta con Alinghi, dimostrano che il team sudafricano ha imparato le regole del gioco. La questione adesso è capire se il 2006 è stato il momento di picco o solo un trampolino di lancio per futuri successi.


“Siamo davvero orgogliosi dei risultati raggiunti fino ad ora”, commenta Sarno. “Team Shosholoza ha realizzato il sogno di molte persone e ha insegnato che niente è impossibile. Ringrazio ognuno dei miei ragazzi. Buon compleanno!”.

Mercoledì il team ha ricevuto gli auguri dal suo ‘patrono’, l’Arvivescovo Emerito Desmond Tutu, Nobel per la pace, che ha confermato la sua intenzione di venire a Valencia per seguire la Louis Vuitton Cup il 9 di giugno.


"Avete solo tre anni? Beh, avete picchiato più duro di quanto la vostra età e il vostro peso vi permettano.... bravi e congratulazioni di cuore per questo anniversario che si celebra in un anno importante, nel quale ci aspettiamo grandi cose da voi. Noi, la nazione arcobaleno che voi così magnificamente rappresentate, siamo immensamente orgogliosi. Dio vi benedica."


L'Arvivescovo Emerito Desmond Tutu, Nobel per la paceUna foto della bellissima Cape Town

18/08/05

Nuova strategia, nuova rotta!


Team Shosholoza conterà sull’esperienza di tre yachtsmen di classe mondiale per dare il meglio e incominciare a vincere nei prossimi Louis Vuitton Act svedesi del 25 Agosto 2005.

Quest’oggi a Cape Town Capitan Sarno, managing director del Team, parlando ad una conferenza stampa, esprimerà il suo malcontento per come sono trascorse le regate nei due mesi precedenti a Valencia.

“Pensavamo di poter dimostrare al mondo intero che il Sud Africa potesse essere il primo a lanciare una nuova generazione, super hi-tech, una barca Versione 5 completamente in carbonio. Ma perdemmo tempo. La nuova barca non era pronta per partire e non avemmo abbastanza tempo per provarla al meglio. Fu da pazzi”, dichiarò.

“All’ultimo momento dovemmo comprare anche un nuovo albero di seconda mano dal defender Alinghi ma, come immaginavamo fosse, qualcosa non quadrava con il nuovo albero: nessuna delle nostre nuove vele andava bene con l’albero acquistato da Alinghi. Avevamo enormi problemi con l’idraulica ed era difficile per noi cambiare la forma delle vele. Navigare senza idraulica su una barca di America’s Cup è come tentare di correre su una macchina di Formula Uno con una sola marcia”, aggiunse.

“Ma com’è tipico per ogni sudafricano eravamo troppo orgogliosi per ammettere di avere dei problemi così grandi. Noi uscimmo in mare ogni giorno finita ogni regata e continuammo a sorridere anche nei momenti più brutti quando continuammo a perdere, fu un grande errore!”

“A Valencia terminammo per ultimi in entrambi i match racing e fleet race. Passata Valencia iniziammo da subito a provare il nostro nuovo albero e fummo soddisfatti delle prove in situazioni di allenamento. Ma durante il secondo giorno di allenamento si ruppe e lo perdemmo in mare.

Tutte queste cose mi distrussero. Fu un disastro. Ero talmente devastato e stressato che persi 10 kg e pensai al peggio. Io odio perdere.

Voglio che tutto ciò che è accaduto fin’ora non si ripresenti. Voglio che tutto vada diversamente in Svezia. Noi abbiamo il miglior spirito tra tutti i team e per questo voglio cominciare a vincere”.

Capitan Sarno dopo Valencia fece ispezionare a fondo la barca e fece mettere così tutto a posto. L’idraulica a bordo ora stava funzionando. Fu costruita una nuova randa ed i più piccoli headsails furono ritagliati per essere adattati all’albero di Alinghi. Anche le altre parti della barca furono ottimizzate.

Fu ordinato un secondo nuovo albero; questo però sarebbe stato consegnato soltanto alla fine di quell'anno.

“Ci aspettiamo
performance migliori dalla barca in Svezia ma i LV Act di Valencia ci hanno dimostrato come al nostro Team manchi un’esperienza utile e necessaria per affrontare al meglio l’America’s Cup ed essere così capaci di competere in eguali condizioni con gli altri Team. Per questo ho voluto tre esperti a livello internazionale di America's Cup e match racing: John Sweeney, Chris Law, Sten Mohr”.

Il Team inizierà, non appena arrivato a Malmo, ad allenarsi per prepararsi al meglio per i Louis Vuitton Act 6 del 25 Agosto; ai LV Act 6 (match racing event) seguiranno poi tre giorni di fleet racing (LV Act 7) i primi di Settembre.