07/06/09

World Match Racing Tour, Korea Match Cup 2009: storico quarto, storica semifinale…

Sembrava che per un destino un po’ ingiusto questo quarto di finale della Korea Match Cup 2009 dovesse chiudersi con un nulla di fatto, con un amara retrocessione nel gruppo di quelli che non ce l’hanno fatta.

Già arrivaci in quei quarti era sembrata un’impresa e superarli addirittura sembrava quasi impossibile. Eppure non è stato così, non è stato come qualche pronostico ingiusto e inadeguato aveva annunciato...

Paolo Cian da Napoli, quello con i colori del sudafrica sulle spalle, quello che guida ormai da anni con sapienza, passione e determinazione, la flotta del Comandante Sarno, ha dimostrato di saper fermare i più quotati ed i più forti al mondo ed ha dato una sana lezione di vela sia ad Adam Minoprio che, dall’alto della sua divisa neozelandese, non si sarebbe mai aspettato che Paolo, sotto di 2 a 0, rimontasse e vincesse 3 match consecutivi, sia a Ben Ainslie che, dall’alto della sua sicurezza e determinazione (temprata ancor di più dal successo ottenuto in Germania), ha incassato 3 sconfitte proprio dal numero 3 della ranking list mondiale, Paolo Cian per l’appunto.

Quindi, quarti (contro Minoprio) e semifinale (contro Ainslie) al cardiopalma per il nostro Paolo & Team Shosholoza che, vincendo questi 6 match consecutivi, si lancia dritto dritto nell’olimpo magico della finale.
Ad attenderlo, il due volte campione del mondo Ian Williams che ha, in 3 regate piene di colpi di scena e non senza difficoltà, superato in semifinale Torvar Mirsky.

Tra poco la finale, forza Paolo…Forza!

Semifinale:

Paolo Cian Vs. Ben Ainslie: 3 a 0
Ian Williams Vs. Bjorn Hansen: 3 a 0

Quarti di finale:

Paolo Cian Vs. Adam Minoprio: 3 a 2
Bjorn Hansen Vs. Peter Gilmour: 3 a 2
Ian Williams Vs. Torvar Mirsky: 3 a 2
Ben Ainslie Vs. Mathieu Richard: 2 a 1

Round Robin:

1. Adam Minoprio (NZL) - ETNZ/BlackMatch Racing
2. Ian Williams (GBR) - Bahrain Team Pindar
3. Bjorn Hansen (SWE) - Team Onboard
4. Ben Ainslie (GBR) - Team Origin
5. Peter Gilmour (AUS) - Yanmar Racing
6. Mathieu Richard (FRA) - French Team
7. Torvar Mirsky (AUS) - Mirsky Racing Team
8. Paolo Cian (ITA) - Team Shosholoza
9. Laurie Jury (NZL) - Slam NZ
10. Sebastien Col (FRA) - French Team/K-Challenge
11. Philippe Presti (FRA) - French Match Rancig Team
12. Byeong Ki Park (KOR) - Geogi

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(Picture bye WMRT)








03/06/09

World Match Racing Tour, Korea Match Cup 2009: tra poco il via…

Dopo la tappa tedesca del World Match Racing Tour (organizzata dallo Yacht Club Langenargen) dove si è imposto il pluri medagliato olimpico Ben Ainslie, gli occhi sono ora puntati sulla Korea Match Cup dove oggi, a differenza di quanto è accaduto in Germania dov’è stato sostituito per aver rinunciato all’ultimo momento dal Team svizzero di Eric Monnin, il nostro Paolo Cian e Team Shosholoza prenderà parte all’avventura coreana.

Le previsioni promettono bene sia per lo spettacolo a cui si assisterà che per il montepremi in palio: il primo sarà assicurato dall’utilizzo dei nuovissimi KM36, barche molto leggere e invelate disegnate appositamente per la manifestazione; il secondo invece, il montepremi, è uno dei più elevati di tutto il circuito, ben 240.000 dollari dei quali addirittura 75.000 spettano al vincitore della tappa.

Forza Paolo & Co., ora come ora, dove tutto è difficile e doloroso, abbiamo proprio bisogno di buone notizie e di qualche soddisfazione sia per il Team che in primis per Comandante Sarno…

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Louis Vuitton Series? Good idea!

Apprendo da fonti ufficiali che sarebbe stato messo in programma un meeting da svolgersi nel mese di giugno volto a delineare una Louis Vuitton Series (l’intenzione è quella di programmare l’evento nei prossimi mesi di ottobre o novembre) nel quale Bruno Troublé, attivissimo in questi ultimi mesi, sembra intenzionato a bissare il successo ottenuto con le Louis Vuitton Pacific Series svoltesi ad Auckland lo scorso febbraio.

Data, luogo e format dell’evento sono comunque ancora da formalizzare e attenderemo la data del meeting per i relativi aggiornamenti; comunque sia per il luogo, durante la conferenza stampa che si è tenuta presso la sede di BMW Oracle Racing Team, sembra sia spuntato fuori, oltre al nome di Valencia (a questo punto si parlerà con molta probabilità di Med Series), quello di Hong Kong.
Staremo a vedere cosa si deciderà…

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22/05/09

Pensieri al vento - 33a America’s Cup: parli del diavolo…e spuntano le corna!

La penna, quella che dovrebbe raccontarvi ogni tanto qualcosa di positivo, rimane sempre più attonita e impietrita, confusa. Il 14 maggio scorso la Corte Suprema dello Stato di New York, attraverso il giudice Shirley Werner Kornreich, ha espresso la propria posizione in merito all’accusa (varata da Oracle/GGYC) di “oltraggio alla Corte”, reato del quale, a detta di questi ultimi, si sarebbero macchiati gli svizzeri esprimendo l’idea e la volontà di programmare il Deed of Gift Match per il maggio 2010, data in contraddizione con la sentenza del 2 aprile scorso che fissa quale data massima per l’incontro il prossimo febbraio 2010.

La Corte ha però dovuto anche valutare la contromossa giudiziaria (ricordate quando parlammo di “America’s ping pong?!”) avanzata da Alinghi/SNG, indispettiti dal fatto che gli americani, il challenge of record, non gli abbiano ancora fornito il certificato di stazza dell’ormai famoso mega multiscafo 90x90 piedi.

Nulla di fatto; avete capito bene. Mi ripeto per chiarire meglio le idee, nulla di fatto, nothing, nada. La Corte ha respinto la richiesta degli svizzeri specificando che, così come il Deed of Gift stesso fa, il certificato di stazza deve essere fornito al defender “as soon as possible”, il prima possibile, e che quindi Oracle ha ancora un discreto margine di manovra a riguardo non essendo specificato un termine ultimo per la consegna dello stesso.

La Corte, inoltre, ha riaffermato la volontà del Deed of Gift, imponendo, come fa quest’ultimo, l’incontro su multiscafi entro dieci mesi dalla sentenza del 2 aprile; febbraio 2010 dunque.

Molteplici comunicati stampa hanno caratterizzato le ore e i giorni successivi alla ferma presa di posizione della Corte Suprema dello Stato di New York, predisponendo un vero e proprio “botta e risposta”. Ma non è su questi comunicati stampa che focalizzeremo l’attenzione, anche perché, sinceramente, penso sia seriamente inutile riproporre cose delle quali si è stradiscusso in precedenza (tanto le cose che dicono sono sempre uguali).

Vorrei focalizzare l’attenzione su un altro aspetto: quello temporale. Nell’intervista dei primi di gennaio fatta al Comandante Sarno (Un caffè col Comandante Sarno: bilancio di fine 2008 e progetti, programmi e prospettive per il 2009...) parlammo e rimarcammo molto l’importanza del fattore temporale, dell’essenzialità di disporne in maniera adeguata in modo da soddisfare appieno tutte le particolarità e consuetudini che un evento di questo calibro, quale la Coppa America è appunto, richiede.

Stimammo ore di lavoro necessarie alla progettazione, costruzione e prove in acqua; stimammo i tempi necessari affinchè gli sponsor potessero decidere di aderire al sindacato e finanziare lo stesso; parlammo delle difficoltà nell’organizzare a puntino il tutto per rendere una campagna di Coppa il più possibile perfetta e della smania di mantenere un contatto costante con i media non lasciando che fattori “esterni” alla competizione potessero allontanare il popolo della vela e il pubblico incuriosito dall’evento.

Tutto teneva quindi quale sottofondo, quale denominatore comune ai vari elementi stimati e ricordati, l’importanza del fattore temporale.

Ecco allora spiegato il titolo dell’articolo e del mio punto di vista, “parli del diavolo…e spuntano le corna!”; parli del diavolo, il tempo, e spuntano le corna, quelli a cui il tempo piace sprecarlo e ai quali piace illudere i terzi.

A chi va però il triste e assoluto primato di perditempo? Non saprei, anche perché forse si arriverebbe ad un irriverente 1 ad 1.

Ci mancava solo che iniziassimo a sentir parlare delle spie, di chi si mette fuori la finestrella per spiare munito di macchina fotografica e di bermuda. Tutto irreale, un po’ come i film di Pierino: non ci resta che issare il cartello “siamo al completo!”.

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10/05/09

Pensieri al vento - America’s ping pong?!...ma non era America’s Cup?!...Mhà!!!

Come da titolo, ma non era era America’s Cup? Sembra proprio di no, visto e considerato che gli avvocatoni di Alinghi, quelli da “una parcella-un occhio”, il 30 aprile scorso hanno avanzato, presso la Corte Suprema dello Stato di New York e davanti al giudice Shirley Werner Kornreich (lo stesso che il prossimo 14 maggio presiederà l’udienza relativa alla causa per “oltraggio alla Corte” promossa dagli avvocati del GGYC/BMW Oracle Racing), un’ulteriore azione legale molto simile alla ricusazione del collegio difensivo, istituto possibile negli Stati Uniti.

Tutto il mondo della vela attendeva con ansia una rapida risoluzione della questione legale che, apparentemente, era arrivata con la sentenza del 2 aprile scorso. Purtroppo però, con il passare dei giorni, le cose sono peggiorate e ci siamo praticamente accorti che alle due controparti in causa (lo ricordo per una questione di precisione, Alinghi, il defender della Coppa America e BMW Oracle Racing, a parer della Corte d’Appello dello Stato di New York il Challenge of Record) piace tanto tanto fare il “tira e molla” in giro per le aule dei tribunali, invece che trovare una rapida soluzione alla questione.

Fa male osservare che il campo dove si giocano le sorti di un match non è più quello di regata ma, al contrario, è come se fosse quello verde, in legno, del ping pong. Sentiamo forti e veloci rimbalzare le accuse reciproche, che assumono sempre più i contorni di palline di ping pong che rimbalzano veloci e incontrollate.

Non più una lotta serrata tra un “vira” o “stramba”, incroci al cardiopalma, rimonte spettacolari o salti di vento decisivi, ma un umile ed alquanto inutile “diritto” o “rovescio”, precursori ideali per guadagnare il punto.

Vi chiederete perché si è ricorsi di nuovo alla Corte Suprema e perché, in particolare, proprio Alinghi/SNG ha dato adito ad una nuova azione legale. Ebbene il motivo del brief non è legato, come si potrebbe pensare, alla data del Deed of Gift Match, bensì alla mancata presentazione al defender (da parte degli americani) del certificato di stazza del multiscafo 90x90 piedi costruito da Oracle.

Il Deed of Gift, infatti, stabilisce che il Challenge of Record debba fornire al defender un certificato di stazza “as soon as possible”, il prima possibile.

Tale certificato dovrebbe essere rilasciato dall’organismo nazionale preposto a gestire il registro delle unità da diporto e contiene tutti i dati tecnici della barca, oltre alla descrizione della stessa che viene resa riconoscibile mediante l’attribuzione di un numero di matricola.

Tentativo infondato da parte di Alinghi/SNG di evitare il giudizio finale della Corte e di rinviare ulteriormente lo svolgimento dell’America’s Cup?

Comunque sia, appellarsi ancora in questo caso al certificato di stazza, vuol dire con ogni probabilità rispondere positivamente alla domanda poc’anzi posta, ovvero rinviare ancora la Coppa e renderla ancor più travagliata di quanto lo fosse già diventata da due anni a questa parte.

Vuol dire, inoltre, aspettare che la Corte Suprema dello Stato di New York emetta un’ulteriore sentenza che giudichi la regolarità o meno dell’operato di Oracle e del suo mega multiscafo.

Mi chiedo, avete provato a guardare bene questi multiscafi sui quali si svolgerà la 33a edizione della Coppa America? Immaginavate che si sarebbe arrivati a questa drastica e alquanto triste situazione?

Io no, mi illudevo che potesse mettersi tutto a posto. Le premesse al meeting del 23 aprile scorso erano molto invitanti e lasciavano presagire bene per una 33a brocca d’argento multi challenge; il meeting si è concluso però con un nulla di fatto che ha però alimentato ancora ricorsi su ricorsi.

Allora mi chiedo, meglio regatare su questi mostri plananti (e a quanto pare anche parecchio scuffianti) o su un sano AC33 sul quale si è già speso tanto tempo in passato? Direi AC33, senza alcuna ombra di dubbio. Peccato però che le parti in causa, quelle che hanno nelle loro mani le redini dell’evento, non la pensino in questo modo.

A questo punto non resta che augurarsi per l’ennesima volta che questa lotta, che assume sempre più i contorni di una lotta ideologica, affarista e tra salotti, possa raggiungere quanto prima lo stato finale e che si possa portare il circus della Coppa America allo stato di gloria e di successo mediatico che ha caratterizzato l’ultima edizione nel 2007.

Ora come ora si è seriamente minata la credibilità dell’evento, per fortuna che il fascino sembra essere rimasto inalterato; Basta ritornare con un attimo a quel 2007 per rimanerne folgorati. Speriamo solo che quel 2007 non diventi lontano anni luce e che la spettacolarità e bellezza dell’evento non possa essere totalmente oscurata da un alone di mistero e di ignoto, così come è accaduto fino ad ora.

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04/05/09

Pensieri al vento - 33a America’s Cup: quel “semplicismo devastante”…

Durante questi mesi abbiamo più volte parlato del cosiddetto “semplicismo” con cui in questi due anni, da quando è finita la 32a Coppa America, si è trattata la vicenda 33a edizione della Coppa. Quel “semplicismo” con cui non si sono recentemente accettate le proposte del GGYC per un prossimo evento multi challenge organizzato e basato su regole condivise da tutti; quello con cui si è ricorso di nuovo subito alla Corte Suprema dello Stato di New York quando ancora la sentenza del 2 Aprile era, per così dire, “fresca di stampa”; quello con cui si è comunicato ai vecchi e cari challenger (da come apprendo da fonti sicure) di non esserlo più (challenger intendo) per la 33a edizione della Coppa ma che comunque saranno invitati per la 34a; quello con cui, infine, si è comunicato ai challenger non già esclusivamente la questione della partecipazione alla 33a Coppa, ma anche quella riguardante la soluzione della questione “base” all’AC port direttamente con le autorità della città valenciana.

Morale della favola? Risolvere la questione con le autorità valenciane significa, con ogni probabilità, sgombrare il tutto e mandare a casa tutti quelli che con impegno e passione vi ci hanno fin’ora lavorato.

Eh sì, quel “semplicismo”, al quale aggiungerei la parola “devastante”.

Quel “semplicismo devante”, sinonimo di “chi se ne frega degli altri” e di chi vive e percorre la sua strada come se avesse i cosiddetti “paraocchi”.

Cosa ne sarà ora della Coppa?

Immaginavamo il fervore e la vitalità delle basi tutte all’opera per mettere in sesto le proprie imbarcazioni, i propri gioielli. Dico bene, “immaginavamo”, perché ora come ora è l’unica cosa che ci resta da fare: immaginare e sognare che quelle basi, simbolo del lavoro, del tempo, del sudore e di ingenti risorse di chi le ha fortemente volute, non vengano smontate e impacchettate come qualcosa di vecchio da mettere su in soffitta o come un regalo di un ex fidanzato di cui non se ne vuole più sentir parlare.

La Coppa è lontana anni luce dalla sua normale aetas aurea (età dell’oro) e le aspettative per una rapida risoluzione del caso, dopo questa ultimissima aberrante comunicazione, sono totalmente svanite.

Cosa resta? Forse aspettare che Bruno Troublé organizzi la Med Series a Valencia il prima possibile, così come ipotizzato qualche settimana fa, o che si possa addirittura organizzare qualcosa di molto più serio a Durban (l’idea era per una Louis Vuitton Indian Ocean Cup).

Staremo a vedere, tanto ormai siamo abituati a tutto. Comunque sia, spero che almeno Troublé si decida presto sul da farsi e sulle Med Series, sia per un po’ di sano divertimento su di un classico (e scusate se è poco…) monoscafo, sia affinchè di Coppa America a Valencia (…e non solo) non ne rimanga solo un lontano ed offuscato ricordo…

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30/04/09

33a America’s Cup: BMW Oracle Racing Team torna in Tribunale, ci mancava solo l’oltraggio alla Corte…

L’incontro dello scorso 23 aprile si è svolto nella normale e infruttifera formalità che un incontro del genere richiede. Subito dopo Alinghi, senza un fondato motivo (a detta di Brad Butterworth, “il diavolo è nei dettagli a cui gli americani non hanno pensato") e tramite un comunicato stampa, ha accettato la sfida su multiscafi lanciata proprio dagli americani nel 2007. La risposta risentita degli americani non si è fatta attendere, sottolineando subito che la data proposta dal defender (maggio 2010) va contro le disposizioni della sentenza della Corte d’Appello di NY che ha fissato, quale periodo massimo per il DOG Match, il febbraio 2010.

La diatriba è sempre più accesa; con la sentenza della Corte d’Appello di New York sembrava che le acque si fossero calmate ma ci siamo sbagliati, la tempesta si era solo placata ma non passata.

Gli americani hanno invocato “l’oltraggio alla Corte” ed ora la stessa ha emesso un ordine di comparizione nei confronti della SNG, per capire come mai il defender non abbia ottemperato a quanto stabilito dalla Corte d’Appello di NY con la sentenza dello scorso 2 aprile.

La reply della SNG e di Alinghi alla nuova azione legale avanzata dal GGYC e da BMW Oracle Racing Team non si è fatta attendere. “BMW Oracle Racing e il suo club, il Golden Gate Yacht Club (GGYC), hanno preferito appellarsi nuovamente alla corte di New York piuttosto che sedersi ad un tavolo, come peraltro erano stati invitati a fare la scorsa settimana, per discutere i termini della 33a America’s Cup. Loro hanno ignorato sia la nostra proposta di aprire la competizione ad altri sfidanti, sia il nostro invito a trovare un consenso comune sui termini della futura America’s Cup”, ha dichiarato il defender.

Sarà vero o non, l’unica certezza è che si è ritornati ad utilizzare l’unico mezzo che questi due team conoscono per comunicare: il Tribunale.

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29/04/09

33a America’s Cup: un due tre...si balla!

Sembra sia ripreso il balletto che in questi due anni, da quando è finita la 32a edizione dell’America’s Cup, ci ha accompagnato solennemente e non ci ha mai lasciato per un solo istante.

Il balletto sembra essere ripreso poiché, dopo l’incontro di Ginevra in cui la delegazione americana e quella svizzera hanno espresso le proprie intenzioni per la 33a America’s Cup, quell’accordo che pareva semplice (viste le premesse) raggiungere sembra essere totalmente saltato, dando così spazio ad una 33a edizione della Coppa sui multiscafi. Perdonatemi lo sfogo, ma sembra sempre più, che tutto ciò per cui abbiamo duramente lavorato, si sia sfocato ancora di più e che ci si sia rivoltato contro con ferocia.

“Entrambi i ragazzi hanno speso parecchi soldi per costruire i multiscafi, quindi meglio andare avanti e vedere chi vince…alla fine sei tenuto a rispondere ad ogni sfida che accetti e devi rispondere con le stesse armi. Certo, avremmo preferito una campagna multi challenge, ma non è stato possibile. Hanno (gli americani n.d.r.) semplicemente fatto andare le cose di male in peggio”, ha dichiarato Brad Butterworth.

Non credete forse sia una giustificazione un po’ troppo, per così dire, illogica, incoerente con i fatti?

Mi spiego meglio. Diventati Challenge of Record per mezzo della sentenza della Corte d’Appello di New York, gli americani di Mr.Larry Ellison, in vista dell’incontro con la delegazione svizzera di Mr.Ernesto Bertarelli, hanno espresso mettendo nero su bianco le proprie richieste, oggetto poi dell’incontro di Ginevra.

Le richieste di BMW Oracle Racing Team, così come riportate nel precedente articolo, erano molto chiare e, devo dirlo, abbastanza esaustive.

I punti proposti dagli americani riguardavano una 33a America’s Cup multi challenge gestita sulla base di un protocollo e di regole basate sul mutuo consenso da disputarsi niente di meno che a Valencia e niente di meno che, udite udite, con le AC33 delle quali Alinghi e l’ACM ne sono fautori ed ideatori.

In alternativa hanno proposto un evento tradizionale con separata selezione degli sfidanti, organizzato nella sede scelta dal defender da Louis Vuitton (qualora LV avesse accettato questo ruolo). In questo caso gli sfidanti avrebbero dovuto fornire il challenger, che sarebbe dovuto essere il vincente della Louis Vuitton Cup, e si sarebbero dovute assumere la responsabilità finanziarie e organizzative della serie.

Detto ciò passiamo all’incontro, il quale è però servito a ben poco visto che, tra lo stato di meraviglia generale (credo che il mondo della vela abbia sgranato gli occhi), la SNG, a meeting concluso, ha con un comunicato stampa rifiutato le richieste formalizzate da BMW Oracle Racing Team accettando poi la sfida sui multiscafi che gli americani stessi avevano lanciato agli svizzeri nel 2007.

La SNG ha poi precisato di essere pronta a regatare sulle loro barche 90x90 piedi per un Deed of Gift Match da tenersi nel maggio 2010 ed ha peraltro sottolineato la sua disponibilità affinché la selezione dei challenger sia aperta anche ad altri team. La scelta di quella data è però in contrasto con la recente decisione della Corte d’Appello di New York, visto che la Stessa ha sentenziato che il DOG Match dovrebbe tenersi nel febbraio 2010.

La situazione oramai sembra essere sempre più intricata, anche perché regatare nel febbraio 2010 significherebbe farlo in una località dell'Emisfero Sud; il defender non sarà comunque obbligato ad accettare visto che sempre a lui spetta, per i poteri conferitigli dal DOG, la classica scelta della località.

Quindi, come qualche articolo addietro, la parola d’ordine è “confusione” e la domanda che ci poniamo è sempre la stessa: “quanto tempo dovrà passare prima che svizzeri e americani trovino l’accordo?

La risposta non c’è, nessuno ce l’ha. Si può stimare, calcolare probabilità o addirittura ricorrere a cartomanti in erba, la risposta a questa intricatissima domanda comunque non arriverà.

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25/04/09

Pensieri al vento - A questo punto…come per la Dune Buggy…giochiamocela a birra e salsicce…!

Avrei voluto non scrivere questo articolo e non arrivare a questa drastica conclusione, sebbene tutti sapessimo che erano molto elevate le probabilità che ci ritrovassimo a parlare di Deed of Gift Match e di 33a America’s Cup su multiscafi o trimarani.

Ebbene sì, avete capito bene. Ieri a Ginevra, la delegazione americana ha incontrato quella svizzera per decidere le sorti della brocca d’argento e sembra che, nella cordialità e formalità dell’evento, non si sia trovato un accordo nonostante il fatto che gli americani, nei giorni precedenti l’incontro, avessero (tramite una missiva inviata al Commodoro della Société Nautique de Genéve, Pierre Yves Firmenich) messo nero su bianco le loro intenzioni ed i punti salienti sui quali discutere nell’incontro di Ginevra.


In particolare, da quello che apprendo dal comunicato stampa di BMW Oracle Racing Team, i punti proposti dagli americani hanno riguardato una 33a America’s Cup multichallenge gestita sulla base di un protocollo e di regole basate sul mutuo consenso da disputarsi niente di meno che a Valencia e niente di meno che, udite udite, con le AC33 delle quali Alinghi e l’ACM ne sono fautori ed ideatori.


Inoltre potranno essere adottate le regole della AC32 e un formato che garantisca un taglio dei costi; la dirigenza di AC Management dovrà essere nominata su accordo tra le parti.


In alternativa propongono un evento tradizionale con separata selezione degli sfidanti, organizzato nella sede scelta dal defender da Louis Vuitton (qualora LV accetterà questo ruolo). In questo caso gli sfidanti forniranno il challenger, che sarà il vincente della Louis Vuitton Cup, e si assumeranno le responsabilità finanziarie e organizzative della serie.


Fin’ora nulla di anticonformista e belligerante; il più conservatore sembra proprio essere quel Larry Ellison che per primo, nel 2007, ha lanciato la sfida ad Alinghi per un incontro su catamarani ed ha poi scalato a suon di piccone e carta bollata i 3 gradi della giustizia americana, con l’intento proprio di chiarire e di delegittimare l’operato di Alinghi.


E quel Larry Ellison ci è riuscito a fare luce facendo sì che il suo BMW Oracle Racing Team diventasse a tutti gli effetti il Challenge of Record.


Fatta questa breve introduzione in cui ho ripreso un po’ i preamboli all’incontro di Ginevra, devo ora, obbligatoriamente, parlare di ciò che è accaduto nell’incontro oggetto della questione.


Le parti rappresentative di uno e dell’altro team hanno espresso con toni molto pacifici le proprie idee riguardo la 33a America’s Cup, ma il patratac è avvenuto una volta che le due delegazioni si sono lasciate, quando si credeva che il peggio fosse passato.


Il defender è partito subito all’attacco, non sui campi di regata (ormai quelli sono solo un ricordo), ma sulla carta stampata che con una dichiarazione ufficiale dell’ufficio stampa ha affermato:


"
Al meeting odierno che si è svolto a Ginevra, la Société Nautique de Genève (SNG), yacht club Defender dell'America's Cup ha confermato di accettare la sfida del Golden Gate Yacht Club (GGYC) per la 33a America's Cup ed ha informato i rappresentanti dello yacht club americano che Alinghi sarà pronto a regatare sulle loro barche 90x90 piedi (come dichiarato nel Notice of Challenge del GGYC) nel 2010.

SNG ha peraltro sottolineato la sua disponibilità affinché la selezione dei challenger sia aperta anche ad altri team. SNG ha incoraggiato in questo senso GGYC ad offrire più tempo a questi team per prepararsi se necessario.

SNG ha infine affermato di essere pronta e disponibile a discutere altri aspetti della 33a America's Cup, quali il format della regata, la località e il calendario
".

Il Challenge of Record, BMW Oracle Racing Team, non si è fatto attendere ed ha subito replicato alla dichiarazione del defender:

“La chiara e decisa proposta del GGYC di una Coppa America competitiva e convenzionale (multichallenger) con i monoscafi è stata rifiutata da SNG, che ha insistito per una regata in grandi multiscafi sotto le regole del Deed of Gift. SNG ha affermato che il match DOG (Deed of Gift) con GGYC dovrebbe tenersi nel maggio 2010.

Ciò in contrasto con la recente decisione e ordine della Corte di New York che affermava che il match DOG avrebbe dovuto tenersi nel febbraio 2010.
GGYC ha chiesto alla SNG di mettere la sua decisione per scritto, e spera di avere un altro incontro con la SNG al più presto per chiarire questioni relative al match DOG.

GGYC è dispiaciuto che la SNG abbia categoricamente rifiutato le sue proposte per una regata convenzionale. GGYC continuerà a negoziare in buona fede come Challenger of Record per mettere la Coppa America di nuovo in acqua il più presto possibile
".

A questo punto, come da titolo, non mi viene che esprimere il mio più profondo rammarico per questa brutta situazione che sembra sempre più senza fine. Mi chiedo una cosa (e penso a mio umil parer, visto che un accordo non si ha voglia di trovarlo, che sarebbe la miglior cosa da fare), se non fosse una buona idea, così come per la Dune Buggy in “Altrimenti ci arrabbiamo”, che le controparti formate (perché no) dal grande Brad no Spencer ma Butterworth e Russell no Hill ma Coutts, se la giocassero (la Coppa intendo e non la Dune Buggy) da buon vecchi amici a birra e salsicce…


A questo punto avremmo sicuramente, a patto di conservare e allineare gli stecchini dei wurstel per il conteggio finale, una soluzione a questa intricata, anzi intricatissima, situazione più burocratica che altro.


Penso sia una buona idea...Chissà però come la prenderebbero americani e svizzeri…sicuramente non come me, non come chi condivide la mia idea…

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(Picture by Carlo Borlenghi)



18/04/09

Pensieri al vento - 33a America’s Cup multichallenge, sempre più appesa ad un filo…

A pochi giorni dalla lettera aperta inviata alla Société Nautique de Genéve e al Golden Gate Yacht Club da parte degli ex fiduciari (ovvero dai Commodori degli yacht club che sono stati o detentori della Coppa America o l’hanno messa in palio, il Royal Yacht Squadron, il New York Yacht Club, il San Diego Yacht Club e il Royal New Zealand Yacht Squadron), dalla rescissione del contratto tra la città di Valencia e l’AC Management per lo svolgimento di alcuni Act nel 2009, l’invio di una lettera da parte di Marcus Young, Commodoro del GGYC, a Pierre-Ives Firmenich, Commodoro del SNG e una lettera da parte del Vice Commodoro del SNG, Fred Meyer, ai suoi soci (che informa gli stessi dell’avvenuta accettazione della sfida del GGYC, della invalidazione delle regole sviluppate con il CNEV e dell’intenzione di definire i dettagli della 33a Coppa America con il GGYC stesso), mi chiedo: “chi per primo utilizzerà il kit di salvataggio e metterà la parola fine a questo continuo tira e molla?, chi per primo si renderà conto che un Deed of Gift Match non può fare che male alla Coppa America, da sempre evento multichallenge?”

Questo non ci è dato sapere. La sorte di una 33a America’s Cup o, detta all’italiana, Coppa America multichallenge, sembra sempre più essere appesa ad un filo consumato e riconsumato, come una vecchia scotta che per anni ha retto un genoa panciuto che si è divertito a cavalcare le raffiche. Non possiamo sapere perché noi, gli amanti in genere della vela e della Coppa America, quelli che non fanno di ogni colpo di tromba un business, non attuiamo un tal mentalità, non rientrando così in quella pseudo società fatta di giri e rigiri di parole che non portano ad un risultato concludente.

Come dire “il rischio mi piace, ma ragionare con raziocinio mi piace di più”: stesso aforisma utilizzabile su una barca che scende giù di bolina completamente sbandata o una monoposto di formula uno che si lancia a tutta velocità verso la variante delle acque minerali nell’autodromo di Imola.

Ci chiediamo: “quanto tempo dovrà passare prima che svizzeri e americani trovino l’accordo?

La risposta non c’è, nessuno ce l’ha. Si può stimare, calcolare probabilità o addirittura ricorrere a cartomanti in erba. Forse arriverà la prossima settimana quando il meeting tra Bertarelli ed Ellison o tra i rispettivi rappresentanti si farà, forse al contrario l’incontro non servirà ad alcunché. Comunque sia, aspettiamo ansiosi qualche notizia con la speranza, almeno per questa volta, che la stessa sia abbastanza corposa e che confermi, come normale che sia quando si parla di Coppa America, il format di un evento multichallenge. Presto forse lo sapremo, alla prossima…

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10/04/09

33a America's Cup: una Pasqua di speranze...

Sebbene sia già arrivata la sentenza della Corte d’Appello di New York, e sia riiniziato il balletto Bertarelli-Ellison (multiscafi o collaborazione?), non ci si può che augurare per questa Pasqua, simbolo di Cristo risorto e luce della vita che impedisce di camminare nelle tenebre, di ritrovare la luce e la serenità per affrontare al meglio e il più proficuamente possibile i prossimi mesi che verranno.

Un augurio particolare va a tutti i lettori di Spiritofshosholoza.blogspot.com, ai tifosi di Shosholoza, a tutti i componenti del Team che, con amore e passione, lavorano col fine ultimo di vederla in acqua e a Di Meek dell’ufficio relazioni, che con i suoi avvincenti racconti sul sito ufficiale ci fa vivere emozioni che altrimenti non potremo che immaginare.

Vorrei ancora fare un grosso augurio a Paolo Cian e a tutto il gruppo del Word Match Racing Tour, con la speranza che nella prossima tappa del circuito, quella di Langenargen, Germania, dal 27 maggio al 1 giugno e in quelle successive che poi verranno, si possa fare ancora meglio di quanto già si è fatto a Marsiglia lo scorso marzo.

Come dimenticare il Comandate Sarno? Questo è stato un periodo duro soprattutto per lui, abbiamo avuto modo di capirlo nelle tante interviste che ci ha rilasciato e nell’ultimo commento alla sentenza. Cosa dire… il periodo nero dell’economia mondiale e questa Coppa ancora più incerta e mal amministrata, hanno fatto sì che anche lui, primo ed unico uomo che è riuscito a coronare una grossa ambizione, quale la Coppa America, per un Paese come il Sud Africa, vittima di continue incomprensioni e di uno sviluppo che va a rilento, sentisse l’onda della sfiducia prevalicare su quella della speranza.

Dunque, un augurio affinchè questo periodo nero possa placarsi e possa quindi passare sia la tempesta economica, sia il malumore di chi “trascorrerà i suoi prossimi mesi stando al comando della sua nave, al fine che la tempesta economica si plachi, e quando il mare tornerà ad essere calmo sarà di nuovo pronto per portare Shosholoza ai livelli che gli competono”. E noi crediamo fortemente che il Comandante Sarno ci riuscirà, esattamente così come nella 32esima edizione della Coppa America, esattamente come da quando il sogno è diventato realtà, non temete.

Buona Pasqua 2009.

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05/04/09

Pensieri al vento - “America’s Baby”?

Vorrei lasciare un piccolo commento alla sentenza della Suprema Corte di New York. Qualche mese fa, quando la battaglia tra i due "gentiluomini del mare" era già scoppiata (non sui vascelli, quelli li avevano lasciati in vetrina, in bella vista…cosa credevate…!), scrissi su questo blog che le sfide si lanciavano in acqua, si combattono a mare…sapete dove "I VERI GENTILUOMINI DEL MARE", come a me vera ZULU ha insegnato il mio Comandante, portano la passione, l'adrenalina, la voglia di varcare per primi la linea di arrivo.

Sono felice di leggere nella sentenza che i giudici si auspicano che l'America's Cup deve essere decisa in mare e non in tribunale...ma soprattutto che i due team "COLLABORINO" insieme per restituire a noi, veri amanti della vela, questa storica competizione...

Ah, un'ultima cosa: vorrei proporre al Signor Bertarelli e all'altro lì, l'americano insomma, di dar vita ad un nuovo trofeo "America's baby"…e così, magari, potrebbero lasciare a noi quello vero…che ha fatto e continua a farci sognare…che a me e a te Marco ci ha regalato troppe e tante indimenticabili emozioni...e tante ancora altre storie da scrivere…

A presto…un abbraccio a tutti i tifosi della vela..da Anna

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04/04/09

33a America’s Cup: il commento del Comandante Sarno, Team Manager del Team Shosholoza...

Ecco il commento del Comandante Sarno a questa sentenza che mette la parola “fine” a mesi e mesi di battaglie legali a suon di carta bollata e arringhe movimentate:

«Prima di ogni altro commento mi viene da dire ""Finalmente, era ora!!"". Quest’attesa ci ha logorato e soprattutto ci ha fatto disinnamorare della Coppa America. La sentenza riflette le giuste cose. In America trionfa ancora la giustizia, quella vera e non quella degli avvocati più forti. Me l’aspettavo. Pur non condividendo con Oracle il modo con cui la vicenda è stata affrontata (hanno distrutto il più bell’evento sportivo del mondo), mi aspettavo la sentenza in loro favore per una semplice ragione: Alinghi ed ACM avevano peccato di semplicismo e aggiungo arroganza nell’organizzare la tresca con gli spagnoli e non si può essere stupidi (la definizione di semplici ed arroganti insieme) in una competizione dove volano decine di milioni di euro. Ora ricomincerà il balletto: sfida a due o comune? Sono stanco ma più che altro disinnamorato della Coppa. C’è la crisi, quella vera, e la mia attenzione, il mio dovere, è essere al comando della mia nave finchè la tempesta si calmi. Che i signori multimilionari Bertarelli-Ellison si divertano pure.

Salvatore Sarno
»

Penso, così come mi sono espresso più volte in passato, che se questa lunga attesa, questa lunghissima diatriba (che ha attraversato i 3 gradi di giudizio del sistema americano), ha smorzato gli animi degli appassionati e di chi da sempre ha creduto e investito in questo importantissimo evento, sia ora essenziale e necessaria, a questo punto, una profonda presa di coscienza da parte di chi ha creato tutto questo col fine preciso di risolvere le cose nel migliore dei modi.

L’America’s Cup è una competizione universalmente riconosciuta come la più antica della storia e, come tale, deve essere degna di un roseo, prosperoso ed avvincente futuro.

L’augurio è quello di una collaborazione tra i due sindacati (Alinghi e BMW Oracle Racing Team) e tra BMW Oracle Racing Team e i challenger iscritti alla 33a Coppa America.

Solo in questo modo potremo iniziare a guardare i segnavento per capirne la direzione e continuare a sognare, come già fatto nell’ultima edizione...

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02/04/09

Corte d'Appello di New York, 2 Aprile 2009, sentenza N.25: BMW Oracle Racing è il Challenge of Record…

Con queste parole la Corte d’Appello di New York svela l’arcano: «Since CNEV has failed to show that at the time it submitted its Notice of Challenge it was a "[c]lub fulfilling all the conditions required by" the Deed of Gift, it does not qualify as the Challenger of Record for the 33rd America's Cup competition and Supreme Court was correct in declaring GGYC to be the valid Challenger of Record».

Morale della favola: è BMW Oracle Racing Team e non il CNEV, ad insindacabile giudizio dei giudici della Corte d’Appello di New York, il Challenge of Record.*

33esima America’s Cup sui multiscafi?

Oppure, come anche i giudici della Corte hanno auspicato riprendendo le parole del Deed of Gift «It falls now to SNG and GGYC to work together to maintain this noble sailing tradition as "a perpetual Challenge Cup for friendly competition between foreign countries”», lavoro comune tra SNG e GGYC per raggiungere un medesimo, concorde ed unanime risultato?

Staremo a vedere…

*il challenger of record è il sindacato che lancia per primo la sfida. Questi firma con il defender il protocollo dell'edizione successiva e rappresenta tutti gli eventuali sfidanti che man mano si aggiungono.

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01/04/09

33a America’s Cup: 2009 = ACT = PRE REGATE della 33esima America’s Cup = VALENCIA

E’ di poche ore fa una Press Release di AC Management, l’autorità che gestisce la 33a America’s Cup, annunciante di aver firmato l’accordo con la Municipalità Valenciana e il Governo Regionale della città spagnola per organizzare a Valencia le due pre regate dell’America’s Cup. La prima in programma per la fine di giugno, la seconda all’inizio di ottobre.

Se la causa legale tuttora in corso sul futuro della 33a America’s Cup si dovesse risolvere in favore di un evento multi challenge come proposto dal Defender Alinghi e dal Challenger of Record, Club Nautico Espanol de Vela, questi due eventi faranno parte della 33a America’s Cup, le cui regate si svolgeranno nel 2010.

Alinghi, il Defender e i Challenger si sfideranno a largo della spiaggia di Malvarossa cun le barche ACC Version 5.0, per due volte in pochi mesi, in una serie di regate di flotta e di match race, molto simili a quegli Act che hanno avuto tanto successo e hanno caratterizzato il cammino verso la 32a edizione della America’s Cup soltanto qualche anno fa.

Lucien Masmejan referente di ACM, ha così commentato l’annuncio: “Valencia ha ospitato uno dei migliori eventi della storia dell’America’s Cup l’ultima volta e siamo sicuri che tutto ciò potrà ripetersi. Non vediamo l’ora di ritornare in acqua con le regate di America’s Cup, e sento anche l’eco del desiderio di tutti i challenger iscritti.

Rita Barberá, Sindaco di Valencia, è molto soddisfatta: “Sono convinta del fatto che abbiamo raggiunto un accordo di alto profilo, un accordo di speranza, di orgoglio e di sfida”. La Barbera ha poi aggiunto: “La mia volontà è quella di organizzare la 33a America’s Cup e le pre regate a Valencia perché se analizziamo i ritorni e l’impatto della 32a edizione dell’America’s Cup sulla regione, osserviamo che i dati economici sono molto positivi, non soltanto per la visibilità internazionale di cui la città ha beneficiato, ma anche per la ricaduta di reali vantaggi su tutta l’economia valenciana”.

Altre novità:

Alinghi e il Club Náutico Español de Vela hanno organizzato il sesto Competitor Meeting ieri a Valencia, cui hanno partecipato tutti gli altri team iscritti. Gli argomenti in agenda erano relativi alla sistemazione logistica delle basi e ai piani per l’utilizzo delle imbarcazioni Version 5.O durante le due pre regate della 33a America’s Cup, la prima della quali comincerà il 10 luglio a Valencia. Tutti i partecipanti dopo aver lavorato a lungo nei mesi scorsi, hanno deciso di pubblicare i Regolamenti dell’evento per la 33a America’s Cup questa settimana.

Il prossimo Competitor Meeting della 33a America’s Cup si svolgerà il 28 Aprile prossimo.

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