
A bordo del bolide sudafricano: la Barcolana di Trieste in prima persona.
di Giuliano Luzzatto, direttore della rivista Mainsail
di Giuliano Luzzatto, direttore della rivista Mainsail
Dici Barcolana e vedi Trieste d’autunno, nella seconda domenica di ottobre, con le sue alture carsiche coperte di vegetazione ormai fulva e il golfo imbiancato dalle vele di quasi duemila barche, 1912 per l’esattezza.
Nata, con il nome di Coppa d’Autunno, dalla passione per la vela insita negli abitanti del capoluogo giuliano, è da quarant’anni la regata di chiusura di stagione; aperta a tutti, crocieristi esperti, diportisti della domenica, semplici appassionati e regatanti professionisti, molti dei quali nati proprio su queste rive. La sua eco è già da anni così vasta che la compagine di concorrenti internazionali vede ormai costante la presenza dei mitici velisti kiwi, i neozelandesi: a bordo del “serial winner” Alfa Romeo oppure sulle piccole e aggressive “freccie di carbonio” che rispondono al nome di RC44, voluti da quel Russell Coutts cui spetta, volenti o nolenti, il titolo di Mister America’s Cup.


Ore 10 calma piatta, era il titolo di un famoso film, ma anche la situazione sul campo di regata. Il cannone spara inesorabile il suo colpo e la flotta cerca di avviarsi con 2-3 nodi d’aria: non sono certo le condizioni ideali per un mostro di 24 tonnellate, che preso l’abbrivio si porta in buona posizione. Doppiare la boa è un patimento, poi il lato verso l’arrivo, con un’eccellente tattica nell’andatura che maggiormente le si addice, la bolina, consente a Shosholoza di recuperare posizioni, andando a “bruciare” proprio sull’arrivo uno degli eroi della giornata: quel Russell Coutts che con una barca lunga meno della metà dei suoi avversari stava per agguantare il terzo posto dopo aver girato secondo alla boa. Coutts termina dunque con un incredibile quarto a conferma di una classe stellare che va ben oltre la Coppa America, mentre la nostra Shosholoza ottiene un meritatissimo terzo che esalta tutti, il Comandante Sarno in primis, che si dichiara entusiasta del risultato dell’accoglienza incredibile da parte del popolo della Barcolana e fiero di essere italiano, nazione dove si svolge la regata più democratica del mondo, aperta proprio a tutti.
Sarno vuole ritornare a Trieste i prossimi anni, ma al tempo stesso invita gli italiani a visitare il Sudafrica, magari nel 2010, in occasione dei Mondiali di calcio. Per la cronaca, la vittoria di Alfa Romeo, data per scontata, è stata sofferta, conquistata con un match race degno della Coppa America proprio sulla linea d’arrivo; questa volta lo sloveno Kosmina, su Maxi Jena, stava per smentire il suo appellativo di eterno secondo, ma ha dovuto cedere alla legge del più grande (Alfa è più lunga di 6 metri), ma resta il vincitore morale.
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